«CLAUDIO sapeva relazionarsi con tutti sul lavoro, ispirava subito una grande fiducia nel prossimo. Non era solo simpatico e preparatissimo professionalmente, era anche capace di instaurare un rapporto empatico con chiunque lavorasse al suo fianco. Per tutti noi la sua scomparsa è stato un colpo terribile». È Aris Ballestrazzi, presidente della ‘Sitma Machinery’, a tracciare con queste parole un ricordo sentito e sincero di Claudio Dondi, il 68enne vignolese che domenica ha perso la vita...

«CLAUDIO sapeva relazionarsi con tutti sul lavoro, ispirava subito una grande fiducia nel prossimo. Non era solo simpatico e preparatissimo professionalmente, era anche capace di instaurare un rapporto empatico con chiunque lavorasse al suo fianco. Per tutti noi la sua scomparsa è stato un colpo terribile».

È Aris Ballestrazzi, presidente della ‘Sitma Machinery’, a tracciare con queste parole un ricordo sentito e sincero di Claudio Dondi, il 68enne vignolese che domenica ha perso la vita cadendo in un dirupo a Trignano di Fanano. Nello stabilmento spilambertese Dondi era di casa, di fatto ci ha passato tutta la sua vita professionale. E tuttora, dopo essere andato in pensione alcuni anni fa, era impegnato nella stessa azienda come consulente.

Era entrato in ‘Sitma’ nel lontano 1968 come operaio, ma non si era accontentato. Dopo un paio d’anni aveva lasciato la ditta per tornare sui banchi di scuola e prendere il diploma di perito industriale. Poi aveva continuato a studiare: si era iscritto all’università e si era laureato in ingegneria. Per poi tornare nell’azienda spilambertese nel 1981, dove la gavetta ha dato il ‘la’ ad una lunga carriera che negli anni lo ha portato a diventare direttore di tutta la produzione ‘Sitma’. Nel 2011 Dondi è andato in pensione, ma ha continuato fino ad oggi come consulente.

«Adesso si occupava di sicurezza – aggiunge Ballestrazzi –, sia all’interno che all’esterno dello stabilimento. Ed era lui ad accogliere gli studenti in visita all’azienda, a mostrare ai giovani come sia evoluto il nostro lavoro. Questo gli impegno gli portava via tre giorni a settimana, quindi ora aveva più tempo per andare a funghi, una delle sue grandi passioni. Ai familiari di Claudio va dunque il nostro cordoglio, da parte di ogni singolo dipendente».

E dopo il difficoltoso recupero del corpo della vittima – effettuato domenica pomeriggio nei boschi in località Cappelbuso dal soccorso alpino del Cimone insieme assieme ai colleghi della finanza dell’Abetone, raggiunti poi da vigili del fuoco, carabinieri forestali e 118 – bisognerà ora chiarire attraverso l’esame autoptico se possa esser stato un malore a far cedere le gambe al 68enne, e non un semplice passo falso. Ad ogni modo l’uomo era assieme al suocero di 84 anni, che poi ha dato l’allarme e ha portato i soccoritori sul luogo della tragedia. Claudio Dondi abitava a Vignola assieme alla moglie, in una palazzina non lontano dalla zona delle piscine: dopo un divorzio, l’anno scorso sei era risposato.