Attacco al ’carro amato’. Flash mob con il bavaglio: "Non ci sono parole ora bisogna rimuoverlo"

Due presidi ieri in piazza XX Settembre per contestare l’installazione di Lunati "Migliaia di persone uccise da questi strumenti, scivolone del Comune".

Attacco al ’carro amato’. Flash mob con il bavaglio: "Non ci sono parole ora bisogna rimuoverlo"

Attacco al ’carro amato’. Flash mob con il bavaglio: "Non ci sono parole ora bisogna rimuoverlo"

"Noi non pensiamo si tratti di un sostegno inconsapevole alla guerra, ma di un irresponsabile esempio di pessimo gusto o di poca intelligenza". Doppio sit in ieri in piazza XX per virtualmente sbarrare la strada al ‘Carro amato’ dell’artista Lunati, l’installazione natalizia che sta raccogliendo da un lato i favori del pubblico, ma anche gli strali di una parte di cittadini che condanna l’opera. Il Babbo Natale che guida un cingolato simboleggia secondo l’artista il passaggio dalla guerra alla pace nel momento in cui basta togliere una ’r’ perché da strumento di morte si trasformi in portatore di doni d’amore, con cuori e colori.

In mattinata si sono unite Modena Volta Pagina e Unione popolare che ne invocano la rimozione ("un tributo a uno strumento di guerra incompatibile con le nostre coscienze") e si chiedono "che razza di messaggio vuole inviare il Comune ai bambini e alle bambine promuovendo questo carro a(r)mato di Babbo Natale? Perché indurre i piccoli a pagare un soldino? E non si parli, per favore, di provocazione artistica. Qui di artistico non c’è nulla. Non c’è il presupposto, il gesto e nemmeno l’intenzione".

Il gruppo di manifestanti si è disposto davanti al carro amato con le bandiere, si sono aggiunte anche quelle di Rifondazione comunista. Tutti imbavagliati. "Siamo senza parole per l’insensibilità che l’amministrazione e il sindaco stesso hanno dimostrato inaugurando questo simulacro. Ci offende l’inconsapevolezza comunale che nessun carro armato può e deve essere ‘amato’, che questa installazione è quanto mai oscena e fuori luogo. L’istituzione comunale non può agire con tanta superficialità".

Dura anche la presa di posizione di Jose Carrasso di Unione popolare: "Il messaggio che vogliamo dare è un messaggio di pace vera, non è con questi simboli che si può parlare di pace. Soprattutto in una città come Modena che già pochi mesi fa, in occasione della Motor Valley, ha visto dei bambini farsi fotografare sopra un carro armato, una città che ha posto un cingolo di carro armato davanti a una scuola, il Comprensivo dieci, tra l’altro scuola capofila della Rete scuola di pace modenesi". Carrasso ritiene che con tutte queste premesse che l’installazione non sia "adeguata. Respingiamo il concetto di pace armata: siamo in un’epoca in cui c’è chi pensa che la pace possa essere portata con le armi, non possiamo permetterci una simbologia simile. È stato uno scivolone dell’amministrazione comunale".

Nel pomeriggio altro presidio in piazza di Noi per Modena con, tra gli altri, Andrea Galli, Paolo Casolari, Mia Gandini. Elisa Fangareggi: "Capiamo la ’necessità’ dell’artista di provocare, l’Arte provoca, ma un carro armato non è, non può essere simbolo di Pace. Neppure per scherzo".

In questo preciso momento, proseguono, "migliaia di persone vengono uccise proprio da simili strumenti di morte e questo può costituire una provocazione per chi magari è stato segnato dalla guerra".