Attacco hacker alla Sanità. Esami e visite, caos a Modena. Giallo sulla richiesta di riscatto

I sistemi informatici della Ausl sono andati in tilt, riflessi anche sulle liste d’attesa. I dati sensibili sarebbero al sicuro. L’esperto: "Solito sistema, se non paghi resti bloccato".

Attacco hacker alla Sanità. Esami e visite, caos a Modena. Giallo sulla richiesta di riscatto

Attacco hacker alla Sanità. Esami e visite, caos a Modena. Giallo sulla richiesta di riscatto

Hanno colpito durante la notte, con il chiaro scopo di tenere sotto scacco la sanità modenese. Dopo un lungo percorso di digitalizzazione, il personale degli ospedali si è visto costretto in questi giorni a tornare alla cara vecchia carta, in seguito a un vero e proprio attacco criminale messo in atto da esperti hacker ai danni dei sistemi delle tre aziende sanitarie modenesi: l’Ausl, l’Azienda ospedaliero-universitaria e la Ospedale di Sassuolo Spa. Fortunatamente, grazie ai sistemi di backup aziendali previsti nel piano per la sicurezza informatica, le direzioni ieri hanno fatto sapere che non risultano perdite o compromissioni dei dati dei pazienti e neppure sottrazioni indebite. Sembra, in sostanza, che i dati sensibili dei cittadini non siano in pericolo, ma l’attacco ha messo a rischio tutto il sistema sanitario modenese, creando disagi in primis ai pazienti.

A capo dell’attacco denominato ’ransomware’ c’è il gruppo ’Hunter’s International’, cyber criminali che agiscono allo scopo di vendere i dati rubati sul dark web, chiedendo poi un riscatto alle vittime. In questo caso, però, pare non si sia arrivati alla trattativa sul riscatto: su questo punto, viste le indagini in corso da parte della polizia postale, le aziende sotto attacco hanno preferito non rispondere, ma sembra che non sia stato ‘cliccato’ il link che avrebbe portato la gang di cyber criminali allo step successivo, ovvero alla richiesta di soldi in cambio dei dati trafugati. Ci vorrà tempo per tornare a regime: il ‘cyber attacco’ ha paralizzato buona parte della sanità modenese, anche se sono stati da subito garantiti i servizi di emergenza urgenza e, ad esempio, le terapie oncologiche. Tra i servizi inizialmente sospesi, l’attività dei punti prelievi, con tanti cittadini che si sono presentati per poi trovarsi costretti a tornare a casa; l’attività di screening mammografico, la pediatria di comunità per quanto riguarda i vaccini ai minori. Attive, anche se con inevitabili rallentamenti, radiologie, sale operatorie con le terapie intensive, endoscopie. L’attacco informatico ha bloccato la prenotazione delle visite, portando ad un accumulo di richieste che va a sommarsi ad un arretrato già di per sé importante. Il professor Michele Colajanni, ordinario al dipartimento di Informatica, scienza e ingegneria dell’università di Bologna, dove è titolare dei corsi di Cyber security ha spiegato: "Il modo migliore per chiedere riscatti è mediante questi ’ransomware’ che bloccano tutto e per i quali ci si trova costretti a pagare se si vuole tornare a fare funzionare il sistema".

Ieri le direzioni generali hanno comunque assicurato che si sta andando verso la rapida ripresa dei servizi: "I tecnici sono al lavoro senza sosta e con riscontri positivi. Dobbiamo dire grazie ai professionisti delle aziende e ai medici e pediatri del territorio che hanno dato un aiuto fondamentale".