Barozzi, i docenti alzano la voce: "La libertà di espressione va difesa. Il consiglio d’istituto revochi subito il provvedimento di sospensione"

L’assemblea degli insegnanti (erano in 60) ha votato all’unanimità un documento chiedendo il dietrofront. I sindacati: "Scavalcate le prerogative dei professori della classe che avevano detto di no alla punizione".

Barozzi, i  docenti alzano la voce: "La libertà di espressione va difesa. Il consiglio d’istituto revochi subito  il provvedimento di sospensione"
Barozzi, i docenti alzano la voce: "La libertà di espressione va difesa. Il consiglio d’istituto revochi subito il provvedimento di sospensione"

"Contrari a qualsiasi iniziativa che limita la libertà di espressione e di opinione all’interno della scuola. Siamo convinti che la scuola della Costituzione sia luogo di crescita e di formazione attraverso il confronto dialettico e debba accompagnare i ragazzi educandoli ad interpretare il contesto in cui si trovano, stimolandoli alla cittadinanza consapevole, attiva e all’esercizio del pensiero critico". Con un ordine del giorno votato all’unanimità l’assemblea dei docenti dell’Ites Barozzi si schiera al fianco di Damiano Cassanelli, lo studente di 18 anni sospeso per 12 giorni (ma il provvedimento non è stato ancora notificato) per un’intervista alla stampa su alcuni problemi della scuola. L’assemblea dei docenti del Barozzi (hanno partecipato una sessantina di insegnanti) auspica "la revoca immediata del provvedimento di sospensione dello studente da parte del Consiglio d’istituto".

La presa di posizione dell’assemblea è stata diffusa dai sindacati della scuola – nello specifico Claudio Riso della Flc-Cgil, Antonietta Cozzo della Cisl Scuola Emilia Centrale, Gianni Fontana di Snals-Confsal) – che denunciano come nell’istituto si sia creato un "clima di tensione e ingerenze, che hanno violato le prerogative dei docenti. Adesso si lavori per ripristinare rispetto e serenità tra tutti". Ma quali sono le prerogative violate? I sindacati individuano nella sospensione una forzatura nel momento in cui "il Consiglio di Istituto ha scavalcato il Consiglio di classe". Del Consiglio di classe fanno parte tutti i docenti della classe interessata, del Consiglio di istituto (organo eletto) fa parte invece il preside, rappresentanti dei docenti, personale Ata, studenti e genitori. "Netto e incondizionato – rimarcano i sindacati – il sostegno di tutti i docenti dell’istituto ai colleghi del Consiglio di classe che, per primo, ha affrontato la richiesta di sospensione dello studente e ha rigettato la proposta all’unanimità. A loro vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro appoggio: scavalcare il voto ed il pronunciamento di un organo collegiale come il Cdc perché non si è espresso nelle modalità gradite e rivolgersi ad un altro organismo, il Consiglio d’istituto, è un attacco alla dignità e all’autorevolezza del Consiglio di classe, svilisce il ruolo dei docenti che ne fanno parte".

Sulla vicenda interviene anche il candidato sindaco del Partito democratico Massimo Mezzetti con un post su Facebook a sostegno dello studente: "Tira una brutta aria. È ora di aprire porte e finestre. Esprimo a Damiano e agli altri ragazzi del Barozzi tutta la mia solidarietà e la mi disponibilità, insieme alla preoccupazione per una tendenza all’insofferenza al dissenso che vedo crescere nella scuola nei confronti delle istanze degli studenti. Il caso di Damiano non è isolato e gli episodi si moltiplicano anche in altri istituti in tutta Italia. Lo stesso atteggiamento del Ministro sottolinea questa distanza: è un errore, la scuola, invece, ha proprio bisogno di ragazze e ragazzi capaci di ragionare, di proporre e anche di protestare, se necessario. La dialettica, anche critica, quando si sviluppa in modo civile, aiuta a far crescere nuovi cittadini, cresce la scuola, cresce la società, cresciamo tutti assieme".