Barozzi, l’Ufficio scolastico regionale: "Damiano parla di perquisizioni ma non è in grado di provarle"

L’Usr difende il provvedimento del Consiglio d’Istituto: "Lo studente ha accusato il personale di atti illeciti. Non c’entra la libertà di espressione o il diritto di critica: ha mosso accuse gravi senza riuscire a dimostrarle".

Barozzi, l’Ufficio scolastico regionale: "Damiano parla di perquisizioni ma non è in grado di provarle"
Barozzi, l’Ufficio scolastico regionale: "Damiano parla di perquisizioni ma non è in grado di provarle"

L’ Ufficio scolastico regionale (Usr) per l’Emilia-Romagna "continuerà ad assicurare il presidio costante della vicenda dello studente dell’Ites ‘Barozzì di Modena, sospeso in seguito ad una intervista, attribuendovi "la massima attenzione, soprattutto qualora dovessero emergere elementi al momento non conosciuti".

A scriverlo, in una lunga e dettagliata comunicazione pubblica, è l’Ufficio scolastico dell’Emilia Romagna, il quale precisa anche che la sanzione "non è stata comminata dalla dirigente scolastica, ma – peraltro a larga maggioranza – dal Consiglio d’Istituto, del quale fanno parte anche 4 studenti, 4 genitori e 7 docenti, oltre alla dirigente scolastica".

Contro la sanzione disciplinare – ricorda l’Usr – è ammesso ricorso "ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti. Inoltre è prevista possibilità di reclamo, per le violazioni dello statuto degli studenti e delle studentesse, al direttore dell’ufficio scolastico regionale, che decide previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell’ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal direttore dell’ufficio scolastico regionale o da un suo delegato".

L’Ufficio scolastico precisa poi che che il consiglio d’istituto ha ritenuto che la condotta posta in essere dallo studente abbia comportato una grave violazione del proprio regolamento d’Istituto. "Nello specifico il Consiglio ha considerato che le dichiarazioni rese dallo studente nel corso della video intervista avessero significative ripercussioni sulla dignità e la reputazione del personale scolastico e dell’Istituto, in considerazione della gravità delle accuse mosse. Lo studente non si è infatti limitato a criticare le decisioni della scuola, ma ha affermato che sarebbero state disposte perquisizioni a danno degli studenti".

In altre parole "avrebbe accusato il personale di aver compiuto atti illeciti. Dagli elementi acquisiti emerge che lo studente non è stato in grado di provare le gravi accuse mosse. Ed è in riferimento a queste accuse che la sospensione è stata decisa dal consiglio di istituto, sospensione che, dunque, non è stata comminata per sanzionare in alcun modo la libertà di espressione né il diritto di critica dello studente".

A tal riguardo si precisa che, allo stato, dagli elementi in possesso dell’Ufficio emerge che "nessuna degli altri studenti nel video cui compare anche lo studente sanzionato ha ricevuto sanzioni né ha ricevuto contestazioni di addebito per aver rilasciato l’intervista nella quale hanno mosso critiche all’operato della dirigente scolastica e della scuola".