Berardinho, è ancora lui il migliore

Per il quinto anno consecutivo il fantasista ottiene le migliori valutazioni. Seguono Henrique e Consigli, deludono i nuovi arrivi

Berardinho, è ancora lui il migliore
Berardinho, è ancora lui il migliore

Dopo il poker, la cinquina. Domenico Berardi si prende il titolo di neroverde dell’anno per la quinta volta di fila – e la settima, da quando gioca tra i pro – confermandosi l’uomo in più anche del Sassuolo un tantino dimesso di questo ultimo anno solare. Dietro di lui, tra i giocatori con più di 20 valutazioni, Henrique, per la priva volta sul podio, e un’altra vecchia conoscenza di questa classifica, stilata facendo la media dei voti dei giocatori scesi in campo con il Sassuolo nell’anno solare, ovvero Andrea Consigli. Per il portiere milanese, che vinse nel 2017 e nel 2018, è la quarta volta sul podio: è un gioco, questa nostra classifica, ma dice parecchio, e racconta da un’altra latitudine le difficoltà più recenti dei neroverdi. Da una parte, infatti, l’ennesimo primato di Berardi, questa estate ad un passo dall’addio, come peraltro in altre occasioni, conferma come i neroverdi non siano riusciti a reinventarsi oltre l’immenso talento dell’attaccante calabrese, che da qualche stagione a questa parte, suo malgrado, canta e porta la croce.

Dall’altra, la considerazione è opposta e speculare, la frequenza con cui anche Consigli vince o sale sul podio suggerisce una certa difficoltà del Sassuolo a ‘surrogare’ e ‘rinnovare’, come peraltro confermato dal fatto che per salire sul podio, Matheus Henrique ci ha messo due stagioni e che il brasiliano è uno dei pochissimi elementi la cui media voto cresce rispetto al 2022/23. A dire che gli uomini che, tra questa stagione e la scorsa, potevano e avrebbero dovuto far crescere il Sassuolo sono mancati all’appuntamento.

E se qualcuno ha confermato, nel tempo, la sua affidabilità – Toljan, ad esempio – e altri possono essere considerati autentiche sorprese (Boloca, non a caso unico in grado di sostituire gli altri centrocampisti dai quali è circondato nella classifica dei giocatori con meno di 20 valutazioni) la gran parte dei ‘nuovi’ che il Sassuolo ha inserito per compensare partenze eccellenti non si può dire stiano funzionando. La media voto racconta bene lo scarso apporto dei vari Vina, Viti, Mulattieri, Racic, Volpato etc., ma racconta assai meglio le difficoltà dei giocatori più attesi, e che avevano avuto anche la stagione scorsa per crescere. Così, non sfuggono l’involuzione di Laurientè - media scesa da 6,4 a 5,6 - e nemmeno le crescenti difficoltà di Erlic (da 6,10 a 5,80) e non sfugge nemmeno come chi doveva prendersi il ‘nuovo’ Sassuolo di Dionisi non abbia ancora fatto quel salto di qualità sul quale era lecito contare, e sul quale puntava lo stesso Dionisi, cui le sessioni di mercato, negli ultimi due anni, hanno più tolto che aggiunto. Il Tressoldi che nel 2022, con 5 presenze con voto aveva la media del 6, nel 2023 di valutazioni ne ha prese 30, ma la media voto è del 5,5. La stessa, grosso modo, di quel Nedim Bajrami che ha faticato e continua a faticare e festeggia il suo primo anno in neroverde con un tutt’altro che trascendentale 5,6 di media. Si parlava di fatiche, appunto, e a queste si sta: nel 2023 neroverde e nelle valutazioni espresse dal ‘Carlino’ dallo scorso gennaio ad oggi nel Sassuolo ce ne sono decisamente troppe, sia nei nuovi – a parte Boloca, tutti sotto il 6 – che nei ‘seminuovi’ e più esperti. Come Ferrari, ad esempio, passato dal 6 dell’anno scorso al 5,6 di oggi, o Pinamonti rimasto, come Thorstvedt, sugli stessi livelli del 2022. Ben sotto al 6, come peraltro Defrel, e Ceide, un altro che non si può dire abbia dato una gran mano alla causa.

Stefano Fogliani