’Casa delle Donne’ parte civile: "Difenderemo la dignità di madre e la figlia rimasta orfana"

La presidente dell’associazione, Elena Campedelli sarà in aula al fianco della famiglia Neri: "Questa violenza costituisce una profonda ferita che riguarda tutta la società" .

’Casa delle Donne’ parte civile: "Difenderemo la dignità di madre e la figlia rimasta orfana"
’Casa delle Donne’ parte civile: "Difenderemo la dignità di madre e la figlia rimasta orfana"

La ‘Casa delle Donne contro la violenza’ di Modena sarà presente questa mattina alla prima udienza in Corte D’Assise a Modena del processo per l’omicidio di Alice Neri, la giovane mamma 32enne di Ravarino il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato il 18 novembre 2022 dentro la sua automobile data alle fiamme nelle campagne di Fossa di Concordia. "Saremo lì per Alice, per chiedere giustizia", afferma la presidente dell’associazione Elena Campedelli, che aggiunge la loro decisione di costituirsi parte civile "nel processo che vede imputato Mohamed Gaaloul del delitto di femminicidio ai danni di Alice Neri". In aula presenzieranno, oltre alla presidente, alcune volontarie e l’avvocato Valeria De Biase. "Saremo presenti in Tribunale per Alice perché anche se il suo corpo è stato bruciato senza pietà, l’identità e la dignità di una persona non si possono cancellare. Vogliamo chiedere giustizia e ricordare Alice per la sua energia, il suo impegno nel lavoro e come madre e per la libertà che esprimeva. Saremo presenti in tribunale per la figlia di Alice, perché crediamo sia giunto il tempo che gli uomini si confrontino sul motivo per il quale così tanti di loro usano violenza e uccidono le donne, lasciando migliaia di orfani a subire i traumi, la solitudine e le conseguenze di queste morti ingiustificabili. E perché questa bimba, da adulta si informerà su quanto è successo e verrà a conoscenza anche delle cattiverie che sono state dette sulla sua mamma". "Saremo presenti – prosegue – perché le Associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere possono costituirsi parte civile grazie alla continuità della loro azione, alla presenza nel territorio e alla rilevanza del loro contributo alla lotta contro la violenza sulle donne. L’ammissione della costituzione dei Centri antiviolenza come parte civile nel processo ha una fortissima valenza, in quanto riconosce che la violenza, di cui il femminicidio rappresenta troppo spesso l’esito finale, non è solo una lesione dei diritti della singola donna né un fatto che riguarda la sfera privata.

Questa violenza costituisce una profonda ferita che riguarda tutte le donne e la società. Ci siamo costituite parte civile anche nel processo relativo al doppio femminicidio di Castelfranco, che vede come reo confesso Salvatore Montefusco che il 13 giugno 2023 ha ucciso la moglie Gabriela Trandafir, la figlia della donna, la 22enne Renata".

"E’ un fatto gravissimo accaduto sul nostro territorio: Alice risiedeva a Ravarino, comune dell’Unione del Sorbara, dove da giugno 2022 sono attivi gli Sportelli antiviolenza di Nonantola e di Castelfranco Emilia gestiti dalla nostra Associazione, che dal 1991 gestisce anche il Centro antiviolenza di Modena e poi anche Vignola". Anche l’associazione ‘La Caramella Buona’ Onlus sarà presente questa mattina, e si costituirà parte civile, come spiega il presidente Roberto Mirabile: "Il nostro legale, l’avvocato Barbara Iannuccelli, presenterà la richiesta in tal senso". La realtà che si occupa a livello nazionale di tutela di donne e minori vittime di abusi, si è infatti schierata al fianco "della madre e del fratello di Alice Neri": "Chiediamo verità, giustizia e che venga restituita dignità ad Alice", spiega il presidente Mirabile. [/EMPTYTAG]