Casa museo Muratori. È boom di turisti e curiosi: "Un tesoro da valorizzare"

In tantissimi hanno scelto di ’scoprire’ lo storico complesso in piazza della Pomposa "Non tutti conoscono questo luogo magico. Andrebbe aperto al pubblico più spesso" .

Casa museo Muratori. È boom di turisti e curiosi: "Un tesoro da valorizzare"

Casa museo Muratori. È boom di turisti e curiosi: "Un tesoro da valorizzare"

È un gioiello "incastonato" nel cuore della città. Un tesoro nascosto, seppur si affacci sulla centralissima piazzetta della Pomposa. Un luogo maestoso, suggestivo, "ma non per questo conosciuto da tutti".

Ieri mattina – in occasione delle Giornate Fai – l’ingresso della Casa museo Muratori si è rapidamente costellato di visitatori: famiglie, bambini, adolescenti, tutti con il desiderio di varcare le porte dello storico complesso e perdersi, così, in un viaggio unico nel suo genere. "Prima ho fatto tappa a Sassuolo, poi sono arrivato qui, per visitare l’Aedes Muratoriana – conferma Vito Veronico, in attesa di entrare – non ci sono mai stato prima, quindi sono curioso di avventurarmi nella storia e nel passato di Ludovico Antonio Muratori. Allo stesso tempo però, credo che questa piazzetta e lo storico edificio andrebbero valorizzati ulteriormente, seguendo il modello di piazza Santo Stefano a Bologna. Ricordiamoci che Modena sta vivendo un grande momento per quanto riguarda il turismo: è l’occasione giusta per promuovere tutti quei gioielli che non sempre il pubblico conosce e attirare così sempre più curiosi. Va bene valorizzare il Duomo o la Ghirlandina, ma ci sono tantissimi altri posti da considerare in futuro. Muratori è stato un personaggio importante e per questo va valorizzato alla pari degli altri. Fortunatamente iniziative di questo genere aiutano le persone a riscoprire luoghi che meritano, per l’appunto, grande attenzione".

Macchina fotografica alla mano, anche Lucia Panizza ha scelto di riscoprire i gioielli della sua città. "Non sapevo dell’esistenza di questo luogo, l’ho scoperto grazie alle giornate Fai – commenta –. Una volta arrivati qui però, mi sono resa conto di come un posto così bello meriti molto più risalto. Essendo coperto dalle piante, consiglierei di aggiungere cartelli o totem nei pressi della Casa museo per indirizzare il pubblico e, ovviamente, aprire le porte molti più giorni alla settimana".

"È vero, il museo è quasi sempre chiuso e visitarlo diventa così quasi impossibile – fa eco Giacomo Provesi, da Carpi – bisognerebbe tenerlo aperto almeno nei fine settimana. Sono sicuro che la gente correrebbe a visitarlo. Questa giornata lo testimonia: c’è tantissima gente, curiosa di osservare e conoscere quello che abbiamo intorno".

Arrivano da Parma, invece, Patrizia Montini e Gabriele Maio. "Non conoscevamo questo complesso, ma è stato uno dei luoghi che ci ha colpito di più nel momento in cui volevamo scegliere la nostra meta per la giornata – confermano i due –. Ogni anno apprezziamo le proposte delle giornate Fai, che danno ottime opportunità per avvicinare i turisti a luoghi spesso nascosti. Abbiamo quindi colto l’occasione e siamo più che contenti".