"Ci hanno perquisiti e intimiditi". Ecco le parole della discordia

Le parole di Damiano hanno scatenato l'ira dei vertici della scuola, che lo accusano di espressioni denigratorie verso la comunità scolastica. L'avvocato di Damiano sostiene che le accuse siano infondate e che il ragazzo abbia solo riferito la verità sulle perquisizioni subite dagli studenti. Si solleva la questione del dovere dei dipendenti pubblici di segnalare illeciti, senza subire sanzioni. Si chiede al Ministro di giustificare l'accanimento dell'amministrazione nei confronti di Damiano e dei suoi compagni.

"Ci hanno perquisiti e intimiditi". Ecco le parole della discordia
"Ci hanno perquisiti e intimiditi". Ecco le parole della discordia

Ma quali sono state esattamente le parole di Damiano che hanno scatenato l’ira dei vertici della scuola? Secondo indiscrezioni riconducibili all’Ufficio scolastico regionale lo studente avrebbe pronunciato pubblicamente espressioni denigratorie nei confronti ella comunità scolastica. In particolare, le frasi ’incriminate’ riguarderebbero non tanto il riferimento alla mancanza di un piano per le gite all’estero o del distributore di merendine, ma il passaggio nel quale lo studente in occasione dello sciopero sostiene che gli studenti sono stati perquisiti, ricattati, e intimiditi paventando un intervento delle forze dell’ordine, e definiti terroristi. Accuse secondo la scuola infondate. L’avvocato Stefano Cavazzuti, il legale di Damiano, compulsa la posta elettronica in attesa della sospensione. "Se dovesse arrivare andremo direttamente al Tar". Mentre fa presente che nell’assemblea sindacale dei docenti dell’altro giorno "è emerso con chiarezza che non solo Damiano, ma anche altri studenti dell’Istituto, avevano reso noto ai loro docenti le perquisizioni dell’ultimo giorno di scuola. Ritengo inaccettabile che chi dice la verità venga sanzionato mentre chi avrebbe il dovere di intervenire venga premiato.

Ai sensi delle leggi 190 del 2012 e 179 del 2017 costituisce un dovere per il pubblico dipendente cooperare per fare emergere fatti illeciti o comunque illegittimi, di interesse collettivo, posti in essere dalla pubblica amministrazione. Il dipendente pubblico (e a maggior ragione uno studente o un rappresentante dell’istituto) che segnala un illecito non può essere, sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito. Come giustifica il Ministro l’accanimento della sua amministrazione nei confronti di Damiano e dei suoi compagni? Come spiega il suo disinteresse per la condizione degli studenti e della scuola di cui dovrebbe prendersi cura?".

g.a.