Emergenza abitativa . Oltre mille famiglie in attesa di un alloggio: "I numeri fanno paura"

Verdi e M5s premono sull’amministrazione: "Troppe persone in difficoltà. I mezzi ordinari per affrontare il problema non sono più sufficienti". L’assessora: "Il governo ha tagliato il fondo Affitti, servono risorse".

Emergenza abitativa . Oltre mille famiglie  in attesa di un alloggio: "I numeri fanno paura"

Emergenza abitativa . Oltre mille famiglie in attesa di un alloggio: "I numeri fanno paura"

Sono oltre mille le famiglie modenesi che attendono una casa, a fronte di un totale complessivo di 2800 alloggi di ediliza residenziale pubblica: "I numeri fanno paura e indicano una percentuale altissima di persone che non hanno un’abitazione". La considerazione è stata espressa in Consiglio comunale da Paola Aime di Europa Verde-Verdi nel dibattito sulla approvazione della convenzione per l’affidamento all’Azienda casa dell’Emilia-Romagna di Modena della gestione e manutenzione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp), degli alloggi extra Erp (di proprietà comunale gestiti al di fuori delle graduatorie Erp) e di altre tipologie di abitazione di proprietà del Comune.

Con la sottoscrizione della nuova convenzione, per l’anno 2024, su un ammontare medio di circa 150 euro di affitto ad alloggio al mese (importo variabile a seconda delle situazioni), la quota del monte canoni che va ad Acer per la gestione e manutenzione a guasto, passa da 44 a 47 euro ad alloggio al mese e potrà crescere nelle successive annualità fino a 51 euro.

Al di là dei ritocchi però il nodo abitativo resta. I partiti di maggioranza hanno votato a favore del rinnovo della convenzione, ma spingono sulla giunta e sul governo nazionale perché sul tema facciano di più. Per Aime "senza risorse il problema casa non si risolve. Bisogna aprire riflessioni serie perché i finanziamenti che arrivano ai Comuni sono del tutto insufficienti e gli enti locali da soli non possono farcela". Preoccupata anche Enrica Manenti del Movimento 5 stelle, la quale manifesta "disagio per la sproporzione tra necessità che ci sono e risposte che Acer e Comune mettono in campo. Apprezziamo il lavoro che viene fatto, vediamo le migliorie introdotte nella convenzione e ci rendiamo conto della complessità delle questioni, ma è desolante che a fine mandato l’Amministrazione sia riuscita a fare così poco pur provandoci. Se questa è una questione prioritaria non possiamo affrontarla con mezzi ordinari e con semplici correttivi allo status quo".

L’assessora Anna Maria Vandelli replica che "le politiche abitative senza risorse non si fanno. Noi siamo riusciti a prendere ogni euro disponibile per andare a rigenerare il patrimonio edilizio esistente. Le famiglie hanno bisogno di risorse per restare nei luoghi in cui hanno costruito le loro relazioni sociali e svolto percorsi formativi e scolastici, ma il Fondo affitti è stata una delle prime cose tagliate dallo Stato". Quindi aggiunge che "bisogna iniziare a declinare insieme Ers, Erp e libero mercato, perché il mix e la capacità di costruire progetti di sostegno alle famiglie nel gestire le difficoltà è ciò che può aiutare a farle salire nell’ascensore sociale".