Il caso pasti alla Cra Ramazzini : "Lasagne e parmigiana agli ospiti. Voglio che inizino bene l’anno"

Il titolare del ristorante ’In Vino Veritas’, Gian Marco Goldoni: "Mi fa piacere coccolarli un po’". La coordinatrice della residenza protetta, Cristina Barbieri: "Gli anziani saranno molto felici".

Il caso pasti alla Cra Ramazzini : "Lasagne e parmigiana agli ospiti. Voglio che inizino bene l’anno"

Il caso pasti alla Cra Ramazzini : "Lasagne e parmigiana agli ospiti. Voglio che inizino bene l’anno"

"Sono praticamente rimasti a digiuno la sera di Capodanno, vorrei che potessero iniziare l’anno con un po’ di sapore". Ieri mattina, a sorpresa il titolare del ristorante ‘In Vino Veritas’, Gian Marco Goldoni ha portato lasagne e melanzane alla parmigiana appena sfornate ai 70 residenti della Cra Ramazzini.

"Ho deciso di fare questo gesto perchè, leggendo quanto accaduto, ho pensato che queste persone, i ‘nostri’ anziani avessero bisogno di sentirsi un po’ coccolati. Le feste Natalizie sicuramente sono sinonimo di vicinanza e affetto, poiché è proprio in quei giorni che ci si sente un po’ più ‘fragili’, bisognosi di attenzione ma sono anche giorni in cui si cerca di star bene con gli altri a tavola. Ho riflettuto sul fatto che gli anziani, l’ultima sera dell’anno, siano rimasti delusi da ciò che hanno trovato sulle loro tavole e magari si sono sentiti anche messi un po’ da pare. Per questo ho chiesto alle mie cuoce di mettersi ai fornelli e di preparare qualcosa di buono, che potesse piacere a tutti".

Intorno alle 11 di ieri mattina quindi il titolare del noto locale di Piazza Roma è arrivato in auto davanti alla Cra per poi consegnare alla coordinatrice i vassoi ancora fumanti. Quest’ultima, Cristina Barbieri ha ringraziato Goldoni a nome di tutti gli ospiti della Cra, per il generoso gesto. "Lo apprezzeranno sicuramente", ha commentato stupita per l’iniziativa del gestore modenese. La coordinatrice, nei giorni scorsi aveva fatto presente come più volte fosse stato consegnato agli ospiti della struttura cibo ‘scadente’ al fine di risolvere la situazione e senza puntare il dito contro nessuno. L’ultima sera dell’anno, ad esempio, la pietanza (in teoria trofie al sugo di mare) risultava un cumulo di pasta scotta, difficilmente masticabile per chi indossa protesi. Ma le segnalazioni partite dalla struttura circa frutta talmente matura da risultare nera (banane o pere), carne o pesce serviti praticamente crudi o minestrina bruciata sono state parecchie in questi mesi tanto che i parenti dei residenti sono stati i primi a chiedere una maggior vigilanza.

Domus Assistenza interviene su quanto accaduto, spiegando come "alcune paventate carenze, su cui peraltro si stavano già calendarizzando incontri tra tecnici, abbiano spinto la coordinatrice della Cra a segnalare motu proprio ai giornali un disservizio accaduto in occasione della cena dello scorso 31 dicembre. La data, con l’attesa della cena di fine anno da parte degli ospiti della struttura, non è secondaria rispetto alla reazione, certamente incongrua e fuori dalle regole aziendali, che ha condotto a interpretare con toni catastrofici ciò che doveva essere risolto tramite confronto aziendale – spiegano dalla società cooperativa – A questo va aggiunto che tutti, personale e dirigenza della scrivente, in questi ultimi quattro anni hanno dovuto far fronte a un impegno enorme per garantire il benessere degli ospiti e consentire il proseguimento dell’attività di una struttura giudicata in via di superamento, tant’è che a meno di cinquecento metri stiamo costruendo la nuova struttura che la sostituirà, con un investimento a totale carico di Domus Assistenza di oltre 8 milioni di euro".

Domus fa sapere che i lavori della nuova Cra hanno patito gli effetti della pandemia con il blocco dei lavori, poi l’esplodere dei costi a causa della bolla edilizia prodotta dal 110%, allungando i tempi di realizzazione e facendo ricadere sul personale e sugli ospiti in primis anche un’insoddisfazione latente per il perdurare della costruzione che inaugurerà a marzo. "Già nei prossimi giorni sono calendarizzati incontri volti a risolvere le problematiche emerse e confermiamo la collaborazione con Cirfood ascrivendo le incomprensioni accadute e le problematiche sorte principalmente a difficoltà di comunicazione – conclude – Senza entrare nel merito delle polemiche politiche, ci preme sottolineare il pericolo che un episodio si allarghi fino a mettere in discussione il ruolo e il futuro delle strutture così come è accaduto in occasione della pandemia quando, invece di aiutare, qualcuno ha ipotizzato il superamento delle strutture stesse".