Il ritorno agli antichi mestieri. Al Venturi un corso per orafi: "Accolto l’appello degli artigiani"

La preside dell’istituto d’arte, Luigia Paolino: "Abbiamo pensato a un percorso ad hoc per valorizzare una professione straordinaria e offrire una prospettiva agli studenti".

Il ritorno agli antichi mestieri. Al Venturi un corso per orafi: "Accolto l’appello degli artigiani"

Il ritorno agli antichi mestieri. Al Venturi un corso per orafi: "Accolto l’appello degli artigiani"

"Nessuno vuole fare l’orafo". Con questo titolo, il 19 luglio 2019, il nostro quotidiano segnalava la difficoltà, da parte degli orafi modenesi, nel trovare apprendisti che volessero imparare questo mestiere. Oggi, invece, qualcuno che vuole fare l’orafo c’è. L’appello degli artigiani, infatti, è stato accolto dal Liceo Venturi che, a partire dal febbraio 2023, ha avviato un percorso, in collaborazione con Federorafi e con la Camera di Commercio di Modena, al fine di valorizzare questa professione tra gli studenti dell’istituto. Il progetto, rivolto alle classi quarte di tre indirizzi, rientra nei Pcto, ovvero quei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento che costituiscono la vecchia alternanza scuola-lavoro e impegnano studentesse e studenti in attività finalizzate ad aprire lo sguardo su prospettive lavorative future.

"Abbiamo pensato a un percorso di questo tipo – racconta la dirigente scolastica del Venturi, Luigia Paolino – per valorizzare una professione straordinaria e offrire una valida prospettiva ai nostri studenti. Al Venturi non c’è un indirizzo di arte orafa, per questo motivo abbiamo avviato un progetto con la collaborazione di cinque orafi del territorio che sono venuti a scuola e, allo stesso tempo, hanno ospitato i nostri allievi nei loro laboratori, per un totale di circa 30 ore". Il progetto in questione ha coinvolto gli studenti iscritti ad Arti figurative, Design della Ceramica e Design dell’arredamento e del legno. Gli allievi hanno contribuito fattivamente alla progettazione e realizzazione di elaborati, inizialmente prodotti con "materiali poveri".

"Credo che l’aspetto più importante di questa iniziativa– prosegue la dirigente – sia stato il fatto di pensare a un cammino trasversale rivolto a tanti studenti che, nella loro quotidianità, si occupano di discipline estremamente diverse. Senza dubbio, questa dimensione amplifica il senso di partecipazione e identità e, allo stesso tempo, offre ai ragazzi la possibilità di appurare che ciò che stanno apprendendo possa essere speso in altri campi: questo modo di fare scuola ha dato frutti meravigliosi". I risultati dell’iniziativa, infatti, sono arrivati in breve tempo: basti pensare alla vittoria del primo premio nella sezione Licei al concorso ‘Storie di alternanza e competenze’ promosso da Unioncamere e da 38 Camere di Commercio italiane. Il progetto vincitore è intitolato "Gioielli Venturiani". "La Camera di Commercio di Modena – spiega Paolino – si è anche resa disponibile a ospitare la mostra conclusiva dei disegni e dei 4 gioielli selezionati, che verranno realizzati in materiali preziosi dagli stessi studenti presso le botteghe orafe di Modena". "Un progetto come questo – conclude la dirigente – ha permesso a 75 studenti di conoscere, studiare e toccare con mano l’arte orafa, in particolare durante le esperienze in bottega. Se, tra tutti coloro che hanno svolto questo percorso formativo, ce ne fossero anche soltanto due che, in futuro, vorranno rimanere in questo ambito, per noi sarebbe un grandissimo successo".

"L’idea di pensare ad un progetto per insegnare ai giovani l’arte orafa è sicuramente positiva: è il contributo a un mestiere antico che, al pari di altre attività artigianali, penso ad esempio alla riparazione degli orologi, rischia di perdersi". È il commento di Francesco Stagi, segretario provinciale di Cna che con l’Unione dell’artigianato artistico e tradizionale tutela proprio questo tipo di attività. "Del resto – continua Stagi – è un mestiere bellissimo, che non si può fare senza passione. Perché proprio la passione è la molla principale che spinge ad intraprendere questo tipo di professioni".

Ma c’è ancora attenzione per la produzione artigianale di oreficeria? "Sicuramente il mercato si è un po’ spostato verso le griffe, ma sono ancora numerosi i modenesi che apprezzano un gioiello unico, artigianali, che nos sia prodotto in serie. E queste sono cose che solo una mano artigiana può realizzare".