Il telo che nel ’70 divenne un libro. Una storia di arte e di amicizia

Una performance artistica di Franco Guerzoni con le foto di Luigi Ghirri rivive in un pregiato volume .

Il telo che nel ’70 divenne un libro. Una storia di arte e di amicizia

Il telo che nel ’70 divenne un libro. Una storia di arte e di amicizia

"C’è un grande prato verde, dove nascono speranze...", canta Gianni Morandi in un "Un mondo d’amore". Su un grande prato verde in fondo a via Mantegna, non distante da quello che sarebbe diventato il parco Amendola, attorno al 1970 due giovani amici, Franco Guerzoni e Luigi Ghirri, vicini di casa, entrambi con l’arte nel dna, fecero nascere l’idea di un telo che diventava libro, un concetto che prendeva forma. Mentre Franco creava, Luigi fotografava, come in una sequenza creativa. Ma di quel lavoro poi, col tempo, si erano perse le tracce... "E invece, qualche settimana fa, in una libreria antiquaria l’avvocato Giorgio Giusti ha ritrovato alcune foto di quella giornata – racconta Franco Guerzoni –, e dal mio archivio sono riemerse altre immagini. È stata una grande emozione".

La storia di quel libro di tela ora diventa quindi un altro "Libro", un libro d’artista, realizzato in pochi esemplari, che Franco Guerzoni presenterà sabato 23 marzo alle 17.30 alla Biblioteca Delfini, insieme a Giorgio Giusti, Davide Ferri e Ilaria Ghirri, figlia di Luigi. L’iniziativa (intitolata "Un piccolo viaggio. 1970") verrà diffusa in diretta streaming sui canali social delle biblioteche: a tutti i presenti verrà offerta una versione in leporello del libro-opera.

Proviamo a ricostruire quella giornata di più di cinquant’anni fa. "Io e Luigi eravamo grandi amici – ricorda Franco Guerzoni –. Io già avevo iniziato la mia ricerca artistica, lui lavorava ancora come geometra, anche se la fotografia era già evidentemente la sua profonda passione. Eravamo differenti: lui sempre sorridente e meditabondo, io invece costantemente agitatissimo. Qualcuno diceva che in due facessimo una persona normale...". Già allora Franco Guerzoni nutriva la fascinazione per la materia che contiene memoria, i muri sbrecciati, le storie raccontate dalle case in abbandono, e con Ghirri spesso faceva dei ‘viaggi randagi’ nelle campagne fra Modena e Mantova, a bordo di una vecchia 500, alla ricerca di qualche traccia dell’antico.

Quel giorno prese un lenzuolo di lino usurato e rammendato, e lo stese sul prato, piegandolo più volte fino a farlo assomigliare a un libro. Nel frattempo Luigi Ghirri fotografava tutta l’operazione: "Luigi amava il colore, io invece no, per cui trasformai le sue diapositive in stampe in bianco e nero", ricorda Guerzoni. Quella collana di foto, recuperata dopo tanti anni, è un racconto non soltanto di una ‘performance’ artistica ma anche di un clima creativo che si respirava nella nostra città e restituisce la visione di due giovani all’ingresso del loro ingresso nel mondo dell’arte.

"Sia per me che per Luigi quei primi anni ‘70 furono un periodo estremamente formativo, una ricerca attraversata da una grande quantità di saperi", aggiunge Franco Guerzoni.

Nel "Libro" d’artista che oggi riepiloga quel particolare momento si può ‘leggere’ il desiderio di andare oltre, di pensare, di immaginare. "E soprattutto – conclude Guerzoni – quelle foto raccontano una grande amicizia".