La Divina Commedia, una grande coreografia. Dante incontra la danza al teatro Comunale

Gli allievi delle scuole della città protagonisti di una rappresentazione che ha debuttato nel 2021 a Ravenna per i 700 anni dalla morte

La Divina Commedia, una grande coreografia. Dante incontra la danza al teatro Comunale

La Divina Commedia, una grande coreografia. Dante incontra la danza al teatro Comunale

"Poi, sì cantando, quelli ardenti soli si fuor girati intorno a noi tre volte, come stelle vicine a’ fermi poli, donne mi parver, non da ballo sciolte, ma che s’arrestin tacite, ascoltando fin che le nove note hanno ricolte". Asceso al Paradiso, nel Cielo del Sole (canto X), Dante viene accolto da una corona di beati, spiriti splendenti che cantano e ballano. E danzeranno ancora quando Beatrice chiederà agli Apostoli di intercedere perché Dante possa godere della stessa sapienza divina. Tutta la ’Divina Commedia’, già nell’oscurità dei gironi dell’Inferno, è intessuta di movimenti coreografici che intersecano la parola e colgono la musicalità dei versi. Ed è proprio così che nasce anche ’L’altro Viaggio. La danza nella Divina Commedia’, lo spettacolo che andrà in scena stasera alle 20.30 al teatro Comunale Pavarotti Freni, con replica per le scuole domattina alle 10.30. L’evento, a cura di Alessandro Baldrati, con la regia di Arturo Cannistrà, è realizzato dagli allievi di scuole di danza di Modena: LaCapriola, Centro La Fenice, Khorovodarte, Movimento Unico, Tersicore per la Danza, Scuola di danza del Teatro.

L’evento ha debuttato nel 2021 al teatro Alighieri di Ravenna in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante. "Nella sua Commedia le immagini di danza si affollano suggestive e memorabili – viene spiegato –. Nell’Inferno sono visioni grottesche di festose danze popolari a cui sono ironicamente paragonati i dannati nelle loro terribili pene eterne. Nel Purgatorio il poeta evoca i modelli della danza sacra, come atto di umiltà e di devozione a Dio, la danza come preghiera. E nel Paradiso la danza dei beati diviene espressione della felicità eterna, in coreografie celesti di suprema armonia".

Cogliendo fior da fiore, ’L’altro Viaggio’ rielabora appunto le suggestioni di danza che Dante dissemina nel poema: "Questa attenzione del poeta alla danza è un elemento che la critica ha saputo cogliere solo in tempi recenti – sottolinea Giuseppe Ledda, dicente all’Università di Bologna –. Giulia Pugnaghi vi ha dedicato una bella tesi di laurea in Lettere che ho avuto la fortuna di seguire come relatore. Essendo Giulia una danzatrice e un’istruttrice di danza, mi è parso bello affidare proprio a lei l’esplorazione di questo tema nel poema dantesco. Ne è venuto un lavoro importante che getta una luce nuova sull’intera Commedia".