La lotta al terrorismo oggi: "Ragazzini adescati via web da suprematisti e neonazisti. Nuovo fenomeno in crescita"

Il tema è emerso nel convegno organizzato alla Fondazione universitaria ’Marco Biagi’. Confronto tra il Dipartimento di pubblica sicurezza, procuratori e docente Unimore

La lotta al terrorismo oggi: "Ragazzini adescati via web da suprematisti e neonazisti. Nuovo fenomeno in crescita"

La lotta al terrorismo oggi: "Ragazzini adescati via web da suprematisti e neonazisti. Nuovo fenomeno in crescita"

Modena, 30 novembre 2023 – L’attenzione è alta, con indagini in corso, soprattutto nei confronti di gruppi di matrice suprematista e neo nazista, composti anche da minorenni, legati all’estrema destra. Ma la guardia è alta anche nei confronti dell’antisemitismo ‘moderno’ e dei ‘reati spia’. Sorvegliata speciale, ovviamente, la rete e tutto il mondo del cosiddetto dark web. Sono stati questi i temi toccati ieri mattina nell’ambito del convegno ‘Il sistema sistema italiano di contrasto al terrorismo’, organizzato dalla questura di Modena alla Fondazione Universitaria ’Marco Biagi’. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il direttore centrale della polizia di prevenzione al Dipartimento di pubblica sicurezza, Diego Parente, Giuseppe Amato, Procuratore capo a Bologna, quello di Modena Luca Masini e Luigi Foffani, docente di Diritto penale all’Unimore. L’incontro è stato moderato da Valerio Baroncini, vice direttore de Il Resto del Carlino.

Dopo l’introduzione del questore di Modena, Donatella Dosi, Parente si è soffermato sul ruolo strategico del C.A.S.A – Comitato di analisi strategica antiterrorismo – e sul fenomeno relativo a ragazzini sempre più giovani, reclutati da gruppi terroristici neofascisti pronti alla violenza. Nei giorni scorsi la polizia ha sgominato una banda internazionale legata al radicalismo via web di matrice suprematista e neo-nazista. Il network si poneva come obiettivo quello di mettere a segno violenze nei confronti di ebrei, musulmani e in manette sono finiti anche due minori italiani. "Ci sono infraquattordicenni già radicalizzati – ha sottolineato – e le situazioni allarmanti si sono spesso sviluppate nel post lockdown. Di particolare rilievo risultano quindi le attività di controllo delle chat e delle nuove tecnologie. La deradicalizzazione è uno degli strumenti di cui ci possiamo avvalere con il contributo di altri attori della società civile". Masini ha fatto presente come un fenomeno a cui si assiste in tutto il paese sia poi quello dell’acquisizione di titoli di soggiorno in ‘frode’, attraverso matrimoni combinati: donne italiane ‘in età’ che sposano africani molto giovani. Grazie alle segnalazioni dei Comuni gli investigatori si sono accorti del fenomeno – su cui sono in corso attività – analizzando i reati spia appunto. "E’ fondamentale individuare i reati spia: segnali di manifestazione di radicalizzazione nel circuito penitenziario, ad esempio o segnali che possono essere rilevati in altre attività di indagini – ha spiegato Masini –: disponibilità di passaporti, carte di identità contraffatte in gran numero, disponibilità di diverse utenze intestate alla stessa persona o utilizzo, per il finanziamento, del traffico di stupefacenti". Il procuratore Amato ha spiegato come vi sia una grande attenzione al mondo dell’eversione, dei suprematisti e dei ‘rigurgiti antisemiti’. "Il contrasto al terrorismo internazionale si è caratterizzato dalla capacità di prevenire – ha detto –: intercettazioni preventive, controllo della radicalizzazione in ambito penitenziario. Il pericolo oggi può sembrare imminente perché tutte le situazioni di frizione a livello internazionale costituiscono un rischio potenziale ma questo non ha cambiato un approccio che è sempre stato molto attento".