La telefonata della mamma: "Mirco è morto"

San Felice, il parroco don Pizzi racconta le ultime tragiche ore. Celebrerà oggi i funerali del 25enne deceduto in un incidente

L’auto nel fosso dopo l’incidente e, in alto, un’immagine di Mirco Maccaferri

L’auto nel fosso dopo l’incidente e, in alto, un’immagine di Mirco Maccaferri

San felice (Modena), 27 settembre 2023 – "Farò riferimento all’Antico Testamento che parla della morte di un giovane, in una visione alta di fede, perché bisogna avere rispetto del dolore dei famigliari". Queste le parole del parroco di Rivara don Lino Pizzi che, oggi alle 15,30 nella chiesa di Rivara, celebrerà il funerale di Mirco Maccaferri, il giovane deceduto a Massa Finalese, nella notte tra domenica e lunedì, un mese prima del suo ventiseiesimo compleanno. Mirco stava tornando a casa, a Rivara di San Felice, quando ha perso il controllo della sua Bmw sulla provinciale 468. E’ finito contro un platano che costeggia la carreggiata.

"Ho parlato a Lungo con Adriano, papà di Mirco – rivela commosso don Lino – e preghiamo perché abbiano la forza di sopportare anche questo. Ricordo Mirco quando insieme a tutta la famiglia ha partecipato il 2 marzo al funerale della nonna paterna Mariarosa quasi centenaria. Maria, la mamma di Mirco, me lo ha presentato insieme agli altri figli in quella occasione. A distanza di pochi mesi si ritroveranno di nuovo insieme ma stavolta – esterna don Lino non riuscendo a trattenere le lacrime - per l’ultimo saluto a Mirco. Sono rimasto scosso – rivela il sacerdote - avendo ricevuto subito la telefonata di Maria, nostra catechista in parrocchia, manifestandomi tutto il dolore di mamma appena appresa la notizia dai carabinieri. Ci si sta male – ripete toccato e in lacrime – io devo trattenere la mia commozione, per poter parlare. Perché, in questi momenti, sarebbe meglio tacere ma bisogna avere la forza di vedere avanti, di vedere la luce e avere la fede". Tantissimi, ieri, parenti, amici, conoscenti e semplici cittadini che hanno salutato Mirco recandosi presso la camera ardente allestita alla "Domus Mirandola" in viale Gramsci.