Laura Ferrari si candida: "Cavalcavia ciclabile e case per studenti. Diamo futuro ai giovani"

L’avvocatessa 31enne si batte per i diritti civili e contro le diseguaglianze. Ora è pronta a scendere in campo a sostegno del candidato Pd Mezzetti. "Confronto aperto col centrosinistra: mi riconosco nei suoi valori".

Un cavalcavia ciclopedonale che finalmente ricongiunga Sacca e Crocetta al centro.

Case condivise per gli studenti e i lavoratori come nelle grandi città europee. Più giovani nella stanza dei bottoni. Sono alcune delle proposte che Laura Ferrari, 31enne modenese, spera di portare in consiglio comunale a partire dalla prossima estate, dopo il voto di giugno. Ferrari, avvocato, ha lavorato nelle istituzioni europee e per le Regioni Emilia-Romagna e Lazio e negli anni si è focalizzata sui temi dell’ambiente (fa parte dell’associazione Pianeta), dei diritti civili e del contrasto alle disuguaglianze. Una tragica vicenda ha segnato la sua vita, 8 anni fa, durante l’Erasmus in Spagna: il pullman su cui viaggiava insieme a tanti altri studenti rimase coinvolto in un terribile schianto. Morirono 13 giovani.

Laura, dunque vuole candidarsi alle prossime elezioni. Ma con chi?

"Sto dialogando con alcune forze politiche del centrosinistra, che è il mondo a cui appartengo dal punto di vista valoriale. E’ un confronto aperto, il quadro non è ancora definito".

Situazione indefinita ma un punto fermo c’è: il candidato Massimo Mezzetti.

"E’ un nome di grande spessore. Mi piace molto, mi ha fatto venire ancora più voglia di partecipare".

Lei vorrebbe vedere i giovani più protagonisti, è così?

"Nelle compagini amministrative i giovani sono sottorappresentati, lo dicono i dati. C’è bisogno di persone che abbiano fatto importanti percorsi di studi, che si muovano con disinvoltura in ambienti digitali e che abbiano un approccio nuovo al mondo del lavoro".

Un tema per cui proprio i giovani dimostrano grande sensibilità è l’inquinamento. In questi giorni l’aria pessima della pianura padana è (di nuovo) su tutti i giornali e le tv. Che fare? "Quello che può fare l’amministrazione è fare in modo che l’utilizzo della macchina si riduca sempre più. Come? Offrendo alternative reali. Ci sono cose semplici che trovo assurdo non siano ancora state fatte. Penso, ad esempio, a un vero collegamento ciclabile tra Sacca, Crocetta e centro storico. Ci vorrebbe un cavalcavia come quello di Vaciglio, illuminato e sicuro. Basta sottopassaggi, con i loro problemi di sicurezza che ne disincentivano l’uso".

Poi?

"Un trasporto pubblico efficiente. Io sono nata e cresciuta a Portile: quello sulla corriera per Modena era un viaggio da incubo, con gli studenti spesso e volentieri ‘ammassati’ uno sull’altro, nonostante l’abbonamento costasse caro. Oggi che posso utilizzare la macchina, è evidente che la corriera non rappresenti più, per me, un’opzione. Bisogna investire su sistemi più efficienti in termini sia di prezzo che di sicurezza. E migliorare quello che già c’è: il Gigetto, con tutte le sue fermate, impiega 45 minuti per arrivare a Sassuolo mentre in macchina ne bastano venti. Così non può funzionare".

Giovani, oggi, fa rima anche con emergenza abitativa.

"Qui vedo, innanzitutto, un problema di governance: manca un assessore dedicato esclusivamente alla casa. Poi penso che il Comune dovrebbe investire più risorse: se si assume che questa è la priorità assoluta, allora si può e si deve costruire un fondo apposito, per aiutare non solo gli Isee bassissimi ma anche i single e le giovani coppie, una fascia che possiamo definire intermedia. E’ quella che sento di rappresentare: siamo giovani che cercano di costruirsi un futuro, ma non è semplice con i prezzi degli affitti così alti e i salari decisamente bassi. Il governo Meloni ha tagliato le poche risorse a disposizione, ma Modena è un Comune con le spalle larghe e può di certo contribuire economicamente. Venendo agli studenti, io a Bruxelles ho vissuto in ‘house sharing’, in una casa condivisa: 13 stanze, una cucina e un salone. Lì ce n’è una ogni tre strade: ci abitano studenti, neo laureati ma anche lavoratori, pagando affitti ragionevoli. Credo che questo modello andrebbe valorizzato anche a Modena".

Quali sono gli altri punti su cui le sembra che la città sia rimasta indietro?

"Penso in primis agli anziani soli. Sono sempre di più i giovani che si trasferiscono in altre città per lavoro, lasciando i genitori senza il supporto e la presenza necessaria. Inoltre, il fatto che per fortuna il numero di donne lavoratrici continui ad aumentare incrementa ulteriormente il fenomeno. Immagino, per esempio, un servizio di trasporto sotto porta che riporti gli anziani e coloro che hanno difficoltà a muoversi per assenza di mezzi, di nuovo a teatro, al cinema, pagando un unico prezzo di biglietto e trasporto".

L’incidente di otto anni fa resta una ferita aperta. Ha avuto un peso nella scelta che fa oggi di impegnarsi in politica?

"Quella situazione mi ha reso una persona che aveva bisogno dell’ospedale e più in generale dello Stato. In quel periodo ho capito quanto l’amministrazione vada a incidere nei problemi dei singoli. Ne ho vissuti tanti tutti insieme, ho visto i punti di forza e le debolezza. Ora vorrei provare valorizzare i primi e a cercare soluzioni per le seconde".