Magiera svela i segreti della lirica. Consigli e ricordi nei libri del maestro

Pubblicato il nuovo saggio che racconta ’Le più belle arie per soprano’. E quest’anno spegnerà 90 candeline

Magiera svela i segreti della lirica. Consigli e ricordi nei  libri del maestro
Magiera svela i segreti della lirica. Consigli e ricordi nei libri del maestro

Il maestro Leone Magiera è uno scrigno di esperienza e anche di memoria. Nel suo lungo percorso artistico (a fine giugno compirà i suoi splendidi 90 anni) ha scoperto e accompagnato il talento di tante voci che hanno fatto la Storia: due su tutte, quelle di Luciano Pavarotti e Mirella Freni, amici d’infanzia, praticamente coetanei. "Mi sono sempre fatto maestro e allievo, in uno scambio reciproco che è l’unica via per un risultato eccezionale", confida. Ancora oggi lo vediamo attivissimo, per esempio nella sua masterclass al teatro Comunale di Modena, e nelle selezioni dei giovani cantanti per le produzioni del teatro Comunale di Ferrara (di cui è presidente onorario): Herbert von Karajan, che ha affiancato in teatro, lo ha sempre considerato il miglior conoscitore del repertorio operistico italiano, francese e mozartiano.

Tanti hanno chiesto al maestro Magiera di distillare questo suo tesoro di studi, di incontri e di insegnamenti in una sorta di ‘manuale’, un libro di testo per chi desideri approcciarsi al canto. È nato così, nei mesi scorsi, "Cantanti all’opera", in cui Leone Magiera affronta e svela i segreti del mestiere, dalla scelta del repertorio al modo di approcciarsi alle audizioni, fino al debutto e alla cura dell’interpretazione. Quel primo libro ha aperto la strada a una serie di volumi (sempre editi da Curci) che saranno via via dedicati ai singoli registri vocali: da pochi giorni è stato pubblicato il saggio che racconta e analizza "Le più belle arie per soprano".

Secondo Magiera, "non esiste e non può esistere un trattato di canto ‘definitivo’ per la semplice ragione che ogni individuo, e quindi ogni cantante, è un mondo a sé, diverso da tutti gli altri". E al contempo – aggiunge – "non mi piacciono le ‘scuole’ in cui un maestro, spesso senza ampie cognizioni musicali, segue decine di allievi, perché a mio avviso si configura un commercio non sempre limpido". Ma dall’esperienza della scuola di canto modenese, il maestro Magiera deriva spunti tecnici, considerazioni, consigli di profondo interesse. Ha selezionato 15 arie per soprano (da Mozart a Verdi e Puccini) in tutte le loro sfumature, da quelle più adatte a un soprano leggero a quelle più consone a un soprano lirico spinto o drammatico. Ogni brano viene studiato minuziosamente proprio a partire dallo spartito, come se fossimo in una sala prove, davanti a un pianoforte: Magiera sottolinea come sia fondamentale "individuare le dinamiche indicate o suggerite dall’autore", per rispettare le atmosfere suggerite dalla musica o dalle parole. È proprio l’interpretazione che fa il grande artista, capace di trasmettere le emozioni di un personaggio: essenziale, perché un cantante non sia solo un ‘emettitore di suoni’.

Il libro è destinato – certo – ai cantanti e ai musicisti, ma può essere letto con gioia da tutti, perché è ovviamente costellato di ricordi. L’aria di Micaela nella "Carmen" di Bizet segnò il debuttò di Mirella Freni che poi, con "Dove sono i bei momenti" da "Le Nozze di Figaro" ebbe la prima consacrazione internazionale, "e consiglio a tutti i cantanti di inserire sempre un’aria di Mozart nella lista di brani per un’audizione", scrive Magiera. Mentre, analizzando "Tu che le vanità", la romanza di Elisabetta dal "Don Carlo" di Verdi, rievoca i commenti e gli insegnamenti di Karajan a Salisburgo che chiedeva alla cantante "un accento nobile, solenne, ma anche intimo". E per la celeberrima "Sì, mi chiamano Mimì" da "La Bohème", il maestro ricorda che "chi pensa che quest’aria sia facile sbaglia di grosso. Ettore Campogalliani sosteneva che quest’aria fosse la più difficile di tutto il repertorio sopranile". Già a partire da un’indicazione che Puccini scrisse in apertura, "Con semplicità": due parole che delineano il carattere di Mimì, e dicono tutto.