Maria Carafoli: "In poco più di 10 anni il centro storico ha cambiato volto"

La direttrice storica di Modenamoremio lascia il timone della società "Quando sono arrivata c’erano cento associati, oggi sono più di 200. I nostri commercianti sono molto attivi: fanno ricerca e amano la città".

Maria Carafoli: "In poco più di 10 anni il centro storico  ha cambiato volto"

Maria Carafoli: "In poco più di 10 anni il centro storico ha cambiato volto"

Manicardi

Mille idee, altrettanti progetti, un’agenda fitta di impegni e una rubrica telefonica che potrebbe essere considerata ‘segreto di Stato’. Se capita di passare in centro storico non incontrarla è praticamente impossibile: passo spedito, caschetto biondo e cellulare che squilla costantemente. Maria Carafoli, una carriera costruita ai vertici dell’assessorato allo Sport del Comune di Modena e proseguita nel campo degli eventi e anche della beneficienza, dopo più di dieci anni lascia la guida di Modenamoremio, la società di promozione del centro storico nata nel lontano 2002, nelle mani di Angelo Giovannini. Era il 2012 quando l’allora sindaco Giorgio Pighi e l’ex assessore Daniele Sitta la chiamarono per proporle un incarico che, senza dubbio, era fatto apposta per lei.

Maria Carafoli, quando ha preso le redini di Modenamoremio il centro storico era decisamente diverso. O sbaglio?

"Verissimo. Diciamo che era meno frequentato e c’erano meno locali e ristoranti. Un’altra cosa insomma. Era un centro storico da risollevare, da rivitalizzare, non solo per i commercianti ma anche per i modenesi".

C’erano anche meno catene e forse più negozi tradizionali e questo forse le ha facilitato il lavoro, almeno all’inizio.

"Sì, perché i nostri imprenditori sono sempre pronti ad accogliere con entusiasmo quialunque poposta possa servire a rendere migliore la nostra città. Si trattava solo di coinvolgerli e il resto è venuto da solo".

Sbaglio o in centro storico c’è un ’ritorno al passato’, nel senso che c’è una particolare attenzione al vintage, alla ricerca, all’originalità?

"E’ così. Recentemente, ad esempio, sono state aperte diverse attività con queste caratteristiche e sono molto interessanti".

Da cosa cominciò, più di dieci anni fa, per rivitalizzare il cuore della città?

"Dalle famiglie. Ho pensato che organizzando iniziative dedicate ai bambini nei pomeriggi infrasettimanali avremmo richiamato in centro non solo i piccoli ovviamente ma anche i genitori, i nonni, gli zii. Tutti insomma. E così è stato".

Fu una scommessa…

"Sì. Ma l’abbiamo vinta".

Ed è iniziata l’era Carafoli…

"Quando sono arrivata a Modenamoremio c’erano circa 100 soci, oggi sono più di 200. Possiamo essere soddisfatti ma non bisogna mai fermarsi".

Lo sappiamo che lei non si ferma mai: ci rivela il suo segreto?

"Nessun segreto. Piedi per terra, testa alta e tanto lavoro e impegno. Io parlo con tutti, incontro tutti, ascolto i loro problemi, cerco soluzioni. Le relazioni sono alla base di qualunque professione o progetto. Sono importantissime".

Lei ama molto il centro storico, la sua città. L’ha vista cambiare tanto in questi anni. Molti negozi hanno chiuso, tanti altri hanno aperto e il food ormai la fa da padrone. E’ questa la strada giusta?

"Modena ha un grande testimonial che si chiama Massimo Bottura, ha prodotti tipici da fare invidia al mondo e gente che in cucina ci sa fare davvero. E’ quindi inevitabile che il food sia un traino straordinario. Ma Modena è anche molto altro".

Cosa per esempio?

"Un esempio su tutti: arte e lirica con il Teatro Comunale che propone spettacoli di altissimo livello, come del resto anche gli altri teatri di Modena, a partire da Ert".

C’è chi sostiene che al sindaco Muzzarelli non importi nulla del centro storico. Lei, che nelle staze del potere c’è davvero, cosa pensa?

"Tutte storie! Il sindaco è molto attento alle esigenze del centro storico e ha scelto pure di abitarci. Una volta al mese parla direttamente con i commercianti attraverso una call e raccoglie segnalazioni e proposte. La gente queste cose non le sa, ma noi si".

I nostri commercianti hanno gli strumenti e la preparazione per contrastare e-commerce, uno dei nemici giurati dei negozi tradizionali?

"Lo fanno ogni giorno e ci riescono alla grande offrendo servizi che l’on line non può assolutamente dare e puntando sulla qualità, sulla competenza e sulla ricerca oltre che sui rapporti umani".

Insomma, non si arrendono mai. Come lei!

"Esatto. Non sono certo passivi, anzi. Investono molto nella promozione, propongono idee e non si tirano mai indietro. In questi anni, insieme, abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro".

Perché lascia la direzione di Modenamoremio?

"Perché voglio dedicarmi ad altri progetti, al mio Panathlon (di cui è presidente, ndr) e soprattutto alla mia famiglia".

Un consiglio per il suo successore?

"Saprà fare benissimo, ne sono certa".