Modenantiquaria si rinnova: "Ora gli appassionati cercano oggetti legati a una storia"

Gli espositori: "Sempre più importante la qualità. Cresce l’interesse per il novecento. I giovani sono attratti dalle contaminazioni, come l’accostamento tra design e antichità".

Modenantiquaria si rinnova: "Ora gli appassionati cercano oggetti legati a una storia"

Modenantiquaria si rinnova: "Ora gli appassionati cercano oggetti legati a una storia"

È proprio lì, nei padiglioni di ModenaFiere, che tradizione e fascino si incontrano. Lì, dove il richiamo del passato si tramuta inevitabilmente in un invito al futuro. Giunta alla sua 37esima edizione, Modenantiquaria ha così riaperto le porte agli esperti del settore e a tutti gli appassionati, tracciando allo stesso tempo "le nuove sfide e i percorsi del domani": il mercato, infatti, è profondamente cambiato e gli antiquari, così come gli acquirenti, si sono trasformati insieme a lui. "L’attenzione e la ricerca si concentrano soprattutto sulla qualità dell’oggetto, un aspetto su cui bisogna sempre mantenere i riflettori accesi – spiega Tommaso Prizzon, della galleria ‘Il mercante antichità’ -. Per continuare a essere attrattivi, è infatti importante cercare oggetti e opere che abbiano storie e provenienze importanti. La clientela è sempre più interessata a questi aspetti, come dimostra la bella affluenza in questi giorni di fiera".

Ma come si muovono, i giovani, in questo mercato? Rimangono in disparte, o si schierano in prima fila? "I giovani ci sono – conferma – ma oggi, soprattutto da parte loro, c’è la volontà di creare delle combinazioni, degli ibridi. Parliamo di sfide molto interessanti, come per esempio accoppiare una statua liberty o un oggetto di design con qualcosa di più antico, per trovare insieme il loro equilibrio. Una sfida importante, che guarda ad alternative non scontate e che aiuta anche i più giovani a intraprendere questo percorso e a formare il proprio gusto".

L’antiquariato non è un mondo, ma una galassia. E ogni piccolo dettaglio riveste un’importanza cruciale. "È dal ‘95 che partecipiamo a Modenantiquaria e negli anni la nostra proposta è cambiata, dalla pittura degli antichi maestri spostandoci verso il Novecento, un’arte ancora poco indagata e che dà spazio a un collezionismo più giovane, fresco – spiega Guido Cribiori, della galleria Studiolo –. A Modena presentiamo alcuni pittori di cui deteniamo l’archivio, di cui abbiamo acquisito i fondi, cioè Anselmo Bucci, Carlo Vitale, Cesare Monti e Luigi Bracchi. Lavoriamo molto bene perché questi pittori hanno un margine di crescita enorme". Entra ancora più nel dettaglio Fabio Sinigaglia, della Matheus Gallery, per individuare quelli che sono i cambiamenti e le nuove sfide a cui è chiamato a rispondere il settore. "Ho iniziato l’attività nel 1980, assieme a mio padre, ma avevo questa passione fin da bambino – afferma –. Il mercato dell’antiquariato è sì cambiato nel corso del tempo, ma le opere di alto livello, a differenza di quelle di medio livello, sono sempre più ricercate. Una volta era quasi una moda: si pensava bastasse acquistare un oggetto qualsiasi dell’Ottocento per essere convinti che sarebbe salito di prezzo, ma sappiamo che non è così. Il valore è dato da tanti diversi aspetti". L’analisi di Sinigaglia, però, non finisce qui. "Modenantiquaria è, a mio avviso, la fiera più importante in Italia. Qui si può conoscere un mondo sempre più vasto, con tante possibilità – continua –. Io ho cominciato questo lavoro da giovanissimo, ma le nuove generazioni vanno indirizzate. C’è mancanza di cultura, e spesso, come è normale, i giovani non hanno la stessa possibilità economica delle persone più adulte. L’augurio però è che chi oggi nutre questa passione continui a coltivarla". Sorride chi solca i tappeti della fiera, guardandosi intorno. Come Raffaele Malipiero e Francesca Palmieri, in arrivo da Bologna, pronti ad avventurarsi in questa nuova edizione di Modenantiquaria: "Speriamo di vedere qualcosa che ci attiri realmente - sottolinea Raffaele - è indispensabile che ci sia sempre chi tuteli coloro che vengono ad acquistare, perché la qualità è alta e anche la spesa è sensibile e bisogna salvaguardare il proprio investimento. Oggi il vero collezionista è quello di alto livello, che ricerca pezzi particolari, super certificati".