Mostra ’Gratia Plena’. Caccia all’aggressore. Al vaglio le immagini del Museo Diocesano

Continuano la ricerche dopo la violenza ai danni dell’artista Andrea Saltini. Beltrami: "Da valutare se il luogo corre il rischio di essere sconsacrato".

Mostra ’Gratia Plena’. Caccia all’aggressore. Al vaglio le immagini del Museo Diocesano

Continuano la ricerche dopo la violenza ai danni dell’artista Andrea Saltini. Beltrami: "Da valutare se il luogo corre il rischio di essere sconsacrato".

È caccia all’uomo da parte degli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Carpi, dopo che un soggetto ignoto, giovedì mattina, è entrato in Sant’Ignazio a Carpi, ha vandalizzato un quadro della mostra ‘Gratia Plena’ e ha aggredito l’artista Andrea Saltini, finito poi in ospedale. Le indagini si estendono a 360 gradi e ogni elemento viene preso in considerazione: sono state infatti requisite tutte le immagini del circuito di sorveglianza interno al Museo diocesano nonché quelle di altre telecamere sparse lungo la via di fuga del vandalo. Dopo avere colpito l’artista, pare con un forte pugno al volto che gli causato un taglio suturato in pronto soccorso, l’aggressore, nel fuggire, ha lasciato sul pavimento della chiesa una vistosa sporta di plastica e il coltello, utilizzato per danneggiare in più punti e con violenza la tavola oggetto delle contestazioni, ‘Inri – San Longino, dopo averla imbrattata con una bomboletta di spray nero. Tutti elementi che la scientifica ha repertato, come lo stesso registro delle firme dove il mitomane ha scritto un nome e un cognome, le tracce di sangue dell’artista rimaste sul pavimento, cui si aggiungono la vistosa parrucca nera, la mascherina chirurgica e la felpa, rinvenute in più punti lungo via Andrea Costa. Mentre le forze dell’ordine proseguono le indagini serrate, la comunità carpigiana, e non solo, è ancora sotto shock per quello che è avvenuto, consapevole della gravità del gesto compiuto, e amareggiata per il clima d’intolleranza che presumibilmente lo ha alimentato. C’è anche chi si chiede se l’atto violento che si è verificato all’interno di Sant’Ignazio, chiesa ancora consacrata, comporti la profanazione della stessa e come ci si debba di conseguenza comportare. Il diritto canonico, al canone 1211, sancisce che "I luoghi sacri sono profanati se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente oltraggiose, che a giudizio dell’Ordinario del luogo, sono tanto gravi e contrarie alla santità del luogo da non essere lecito esercitare in essi il culto finché l’oltraggio non venga riparato con il rito penitenziale, a norma dei libri liturgici". "Si tratta di una valutazione che deve essere compiuta dall’Ordinario diocesano (il vescovo o il vicario generale) – afferma Andrea Beltrami, cancelliere vescovile –. Nel caso in questione, si rimanda a una successiva e scrupolosa analisi che sarà compiuta da chi di dovere". Nel frattempo si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà a Saltini e anche nei confronti della Diocesi: "Le persone mi fermano per strada per dirmi che la mostra va tenuta aperta e che non bisogna mollare", commenta don Carlo Bellini.

r. m.