Movida in centro storico Italia Nostra: "I residenti primo bene da tutelare"

L’associazione interviene dopo la recente sentenza della Cassazione: "L’amministrazione assicuri il rispetto della quiete o dovrà risarcire".

Movida in centro storico  Italia Nostra: "I residenti  primo bene da tutelare"
Movida in centro storico Italia Nostra: "I residenti primo bene da tutelare"

di Vincenzo Malara

La tutela dei residenti viene prima di tutto, anche della movida sfrenata.

Questa sorta di (nuovo) ‘comandamento’, messo nero su bianco recentemente dalla Cassazione, viene ripreso con forza dalla sezione di Modena di Italia Nostra, che esprime la propria vicinanza ai cittadini del centro storico modenese, che nei giorni scorsi - tramite il comitato - hanno chiesto all’amministrazione maggiore equilibrio tra le esigenze di divertimento e fatturato dei locali con la vivibilità notturna di chi nel cuore cittadino ha messo radici.

"La conservazione, la vita, quindi la tutela dei centri storici è assicurata innanzitutto dalla diffusa presenza di chi stabilmente vi abita – sottolinea Italia Nostra –. La residenza è la primaria funzione di questa speciale e preziosa parte della città e alla residenza è subordinato ogni diverso impiego, ammissibile se non turbi le essenziali condizioni dell’abitare, la quiete, il riposo dei cittadini che hanno un saldo e prevalente rapporto con il luogo urbano. Nella tutela di chi vi abita la tutela stessa, insomma, del centro storico".

Recentemente - spiega l’associazione - i residenti, "salutando con soddisfazione la recente sentenza della più alta magistratura, non manifestano pregiudizio verso gli incontri serali della movida, espressione di una capacità attrattiva assente in ogni altra parte della città e perfino fattore di vitalità urbana. Ma si tratta di manifestazioni che debbono impegnare la responsabiltà regolatrice della amministrazione comunale cui spetta la gestione degli spazi urbani pubblici, perché sia assicurato il rispetto del prioritario diritto dei cittadini residenti (più direttamente esposti agli effetti di quello straordinario e rumoroso afflusso di giovani) alle condizioni essenziali di vita". La conseguenza - conclude Italia Nostra, schierandosi a fianco del comitato - "é un severo ammonimento. Al diritto dei cittadini residenti è riconosciuta tutela e della lesione di quel diritto della persona è responsabile la stessa amministrazione comunale, perciò tenuta alla doverosa riparazione con il risarcimento del danno".

A proposito della sentenza della Cassazione, relativa a un caso di Brescia, nei giorni scorsi i residenti del centro avevano sottolineato come "questa fa breccia in una zona grigia, che vede da sempre i cittadini obbligati ad accettare qualunque cosa accade sotto casa loro, specialmente nei mesi estivi, in nome della movida senza regole. Spetta quindi all’amministrazione, compresa quella modenese, di verificare in maniera attenta che le norme vengano applicate, così come i controlli e che la programmazione dei vari eventi rispetti il principio di convivenza".