Muzzarelli, la nuova battaglia. Candidato alle Regionali assieme all’assessora Ferrari

Il primo cittadino starebbe pensando al prossimo step: l’obiettivo è un ruolo nella futura giunta. In tandem con lui una donna espressione della generazione di 40enni che non ha trovato spazio.

Muzzarelli, la nuova battaglia. Candidato alle Regionali assieme all’assessora Ferrari

Muzzarelli, la nuova battaglia. Candidato alle Regionali assieme all’assessora Ferrari

"Pronto per un altro combattimento". Sembra siano queste le parole usate dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli per descrivere il nuovo capitolo della sua lunga storia in politica. Che il primo cittadino non sia abituato a stare con le mani in mano è cosa nota. Ecco perché non serve un grande sforzo di immaginazione per figurarselo già proiettato in una nuova avventura, per quanto – assicurerebbe lui – nulla lo distoglierà da Modena in questi ultimi mesi di mandato. E quale sarebbe, dunque, il prossimo approdo?

Un porto già lungamente esplorato, con ruoli da protagonista: la Regione. Muzzarelli starebbe seriamente pensando di candidarsi per una poltrona in Consiglio regionale alle prossime elezioni, presumibilmente a inizio 2025. Una figura come la sua potrebbe sicuramente portare voti modenesi nelle ‘casse’ del Pd in una tornata delicatissima – la vittoria del centrosinistra appare tutt’altro che scontata – e, forte della sua lunga esperienza, Gian Carlo potrebbe anche far comodo al prossimo presidente come assessore.

Tutto fatto dunque? No, perché bisogna fare i conti con la ‘grammatica’ della politica. In primis, un personaggio del calibro di Muzzarelli non farà mai la prima mossa: è il Pd locale a doverlo corteggiare, tocca ai segretari invitarlo a scendere in campo. Se questo ostacolo sembra facilmente superabile, ce n’è un secondo più insidioso che si chiama Stefano Bonaccini. L’attuale governatore e presidente del Pd non ha ancora sciolto la riserva sul suo futuro. Si candiderà alle Europee? Prenderà il posto, in seguito a elezioni suppletive, di un parlamentare romano del Pd che traslocherà (o almeno ci proverà) a Bruxelles per liberare lo scranno? Scalerà una marcia e si ricandiderà all’assemblea regionale? La pista ‘continentale’ oggi sembra la più probabile, ma fino a quando Bonaccini non avrà sciolto la riserva, Muzzarelli starà in standby. D’altronde ‘Aspettando Stefano’ ha tutte le carte in regola per essere il titolo del romanzo del Pd modenese: basti pensare alle elezioni del 2014 quando il futuro di Bonaccini in piazza Grande sembrava già scritto e invece le cose andarono in tutt’altro modo. Il terzo ‘posto di blocco’ sulla strada che porta Muzzarelli in Regione, infine, è tutto personale: dopo anni così intensi e segnati anche da vicende dolorose (la scomparsa della moglie Alessandra), il sindaco potrebbe anche avere voglia di rallentare. Ma in tanti sono convinti che la sua inesauribile passione civile alla fine avrà la meglio.

Tirando le somme, la strada per Muzzarelli appare in discesa. Al netto di quanto detto sopra, se il primo cittadino deciderà di intraprendere questo percorso sarà difficile per i dem non assecondarlo. Anche perché la pattuglia modenese con ogni probabilità perderà una consigliera regionale del carico di Francesca Maletti, che in tanti danno come futura assessora con la ‘a’ maiuscola della giunta Mezzetti. E chi meglio del suo vecchio avversario/alleato Muzzarelli potrebbe riempire quel vuoto? Va detto, infine, che Muzzarelli potrebbe portare con sé, in questa eventuale cavalcata verso Bologna, anche un suo assessore, anzi assessora: Ludovica Carla Ferrari. Espressione di quella generazione di quarantenni che, nella corsa a sindaco, dopo tante chiacchiere non ha trovato spazio, Ferrari gode di stima e formerebbe con Gian Carlo un ‘pacchetto’ cittadino e rispettoso della parità di genere. Ci sarà un posto al sole anche per lei?