Pd, la battaglia delle firme. Quello ’stallo alla messicana’ che regala una chance a Lenzini

Sintesi tra gli otto ormai lontana. Ora si scelgono i due che si affronteranno alle primarie. Tra gli scenari, il passo indietro di Bortolamasi e Guerzoni per la logica dei veti incrociati. .

Pd, la battaglia delle firme. Quello ’stallo alla messicana’ che regala una chance a Lenzini

Pd, la battaglia delle firme. Quello ’stallo alla messicana’ che regala una chance a Lenzini

Essendo anche un po’ un thriller si può dire che il cerchio si stringe attorno a tre nomi dopo che la segreteria ha fatto capire ai diretti interessati, agli alleati, ai circoli, che il tempo per gli otto candidati di trovare la sintesi auspicata è ormai scaduto. Salvo sorprese degli ultimi giorni, in campo per contendersi la palma di candidato sindaco restano Andrea Bortolamasi, Giulio Guerzoni e Diego Lenzini, che se la giocheranno a colpi di firme.

In palio ci sono una novantina di sottoscrizioni, i contendenti dovranno accaparrarsene il più possibile puntando prima di tutto a raggiungere la soglia minima del 35 per cento, vale a dire 32 in valore assoluto. La griglia di partenza è quanto di più fluido possa esistere, anche perché col passare dei giorni si siglerano alleanze, intese, accordi: è complicato dare la consistenza esatta delle forze in campo. Se proprio si vuole osare, la versione più ricorrente nel partito è che Lenzini parta leggermente favorito con una base di sottoscrizioni che oscillerebbe tra le 25 e le 30, a seguire Bortolamasi tra le 24 e 28, quindi Guerzoni tra le 15 e le 20. Altre analisi giurano che invece Bortolamasi e Lenzini siano alla pari, altre ancora che Bortolamasi sia a quota 25-26 e gli altri due a 12. L’unica certezza, ecco, è che nessuno al momento sfonda e tutti dovranno provare a incrementare il proprio gruzzoletto strada facendo, convincendo gli ’indecisi’. Guerzoni per esempio nelle ultime settimane si sarebbe legato a Ludovica Carla Ferrari, sebbene qualcuno in vena di citazioni si chieda: "Ma quante divisioni ha Ludovica?", quante firme cioè è in grado di spostare?

I due che prevalgono se la vedranno alle primarie con eventuali pretendenti degli alleati, che però hanno fatto capire più volte di non gradire due candidati Pd. Difficile tuttavia al momento per i Dem strizzare la spugna più di così senza sfaldare il partito.

A meno che, per la logica dei veti incrociati tra Gian Carlo Muzzarelli e Stefano Bonaccini, Bortolamasi e Guerzoni non facciano un passo indietro a favore di Lenzini. Fantapolitica? Alla fine Muzzarelli otterrebbe comunque l’obiettivo di non far candidare Bortolamasi (seppure sacrificando il ’suo’ Guerzoni), mentre Bortolamasi eviterebbe primarie dagli esiti incertissimi contro Lenzini che sta crescendo nei ’sondaggi’ informali tra gli iscritti.

Altra possibilità è che l’assemblea di fronte allo stallo più che dividersi sui tre nomi preferisca individuare una soluzione esterna, che a questo punto non sarebbe calata dall’alto ma deliberata a Modena, salvaguardando l’autonomia della città. Certo, se fosse Davide Baruffi l’operazione andrebbe spiegata per evitare che appaia un’imposizione: occorrerebbe cioè un passaggio dall’assemblea cittadina. A evocare una soluzione del genere sono stati nella scorsa assemblea Antonio Carpentieri e, seppure come opzione subordinata, anche Ennio Cottafavi.

La battaglia delle firme vera e propria scoppierà il giorno dopo il via libera dell’assemblea di metà gennaio. Nel frattempo le truppe si schierano: è partita la conta e la conseguente campagna elettorale tra i circoli.