Pd, Muzzarelli infuriato. Spinge per le primarie e ’raccoglie’ le firme a sostegno di Guerzoni

Sul ’nome unitario’, secondo indiscrezioni, il sindaco sarebbe sbottato. La ritiene un’operazione di Bonaccini per superare lo stallo. Così rilancia i gazebo, ma nel partito c’è sgomento e stanchezza.

Pd, Muzzarelli infuriato. Spinge per le primarie e ’raccoglie’ le firme a sostegno di Guerzoni

Pd, Muzzarelli infuriato. Spinge per le primarie e ’raccoglie’ le firme a sostegno di Guerzoni

Dopo aver letto i giornali di ieri il sindaco si è infuriato, l’esito dell’incontro tra gli otto candidati e i segretari gli ha fatto ribollire il sangue. Gian Carlo Muzzarelli, secondo indiscrezioni, avrebbe urlato il suo fastidio per il nome dell’ex assessore regionale uscito sulla stampa. Trova l’operazione su Massimo Mezzetti una furberia di Stefano Bonaccini per aggirare lo stallo dopo che non è riuscito ad affermare Andrea Bortolamasi. Altro che candidato unitario. Nel pomeriggio il primo cittadino ha avuto un burrascoso faccia a faccia con il segretario provinciale del Pd Roberto Solomita e in queste ore starebbe occupandosi della raccolta in prima persona delle firme a sostegno di Giulio Guerzoni. E ’Bonaccini se vuole raccoglierà quelle per Bortolamasi’.

L’intenzione cioè è puntare alle primarie, tagliando la strada, almeno per ora, alla soluzione unitaria. Un’evoluzione che sta terremotando ulteriormente il quadro riportandolo alla sfida iniziale (Guerzoni contro Bortolamasi). Con l’aggiunta che nel frattempo anche Diego Lenzini sta lavorando sulle sottoscrizioni, per ora virtuali visto che la ‘gara’ ufficiale non può partire senza il fischio d’inizio dell’assemblea cittadina. Inevitabile l’effetto domino. ‘Vogliono mostrare le firme dell’assemblea? E allora io comincerò a raccoglierle in città, alla fine ci contiamo’, si è sfogata con i suoi per esempio Francesca Maletti quando ha saputo che Lenzini e Guerzoni hanno trascorso la giornata di ieri a mietere sottoscrizioni. Il ragionamento di Maletti è: se raccolgo anch’io le firme in città, e saranno centinaia, voglio vedere poi se non mi fanno partecipare alle primarie di coalizione.

La sfida eventuale tra Guerzoni e Bortolamasi peraltro è proprio quella che il partito non vuole, per non ridursi a teatro di guerra delle due superpotenze Muzzarelli e Bonaccini. Cosa succede adesso in questa palude? Intanto come dice di fianco il segretario Solomita nell’intervista si valuterà se ci sono margini politici, al di là del numero delle firme, per procedere con le primarie che peraltro lui stesso e lo stato maggiore del partito (Schlein, Bonaccini, Baruffi, Vaccari, Maletti, diversi circoli) non vogliono. Serpeggia tra i candidati e una parte della base del partito sgomento e stanchezza.

Dopodiché si dovrà inevitabilmente convergere sul candidato unitario. E qui occorre mantenere i nervi saldi. Perché la sensazione di alcuni è che in realtà Muzzarelli non abbia bocciato Mezzetti. Semplicemente vuole essere lui protagonista dell’investitura. Il sindaco sa che senza il suo assenso Mezzetti altro non sarebbe che l’ennesimo candidato tra gli altri, non quello unitario. Lui tutto sommato, secondo qualche osservatore, la telefonata risolutiva è disposto a farla. Solo starebbe trattando ancora, vuole capire come eventualmente l’ex assessore regionale si muoverà da sindaco. Muzzarelli per esempio potrebbe chiedere conto della eventuale futura giunta, delle sue intenzioni sul Pug, dell’orientamento sulle nomine che riguardano il Comune e la città. L’obiettivo è contare ancora, avere garanzie sulla città attraverso le quali conservare una dote politica da spendere per il proprio futuro, magari in Regione.