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13 apr 2022

"Pd, verso feste più snelle e moderne"

Il senatore Vaccari: "Il mondo è cambiato, molte città del sud si sono già adattate. Pensare a formule nuove senza rinunciare ai valori"

Sempre più definito il modello "Festa dell’Unità 2.0" che ha in mente il Partito Democratico dopo la chiusura, con l’appuntamento della prossima estate, della ventennale esperienza di Ponte Alto, sito appena passato di mano. Se questa probabilmente si allungherà di una settimana, come riportato nei giorni scorsi, è il futuro delle feste quello su cui riflettono i dirigenti del Pd con il supporto degli oltre 700 volontari. Dopo che il segretario provinciale Roberto Solomita aveva annunciato l’idea di una festa dell’Unità diffusa, con numerosi eventi concentrati sul modello Festivalfilosofia che a Modena molti conoscono, ora è Stefano Vaccari - senatore modenese, nella Segreteria nazionale - a dire la sua.

"Premesso che saranno i dirigenti e i volontari di Modena a occuparsi del dopo Ponte Alto anche io penso che il modello vada ripensato come ha detto Solomita. Immagino qualcosa che somigli a quanto il Pd fa al sud, dove la tradizione delle Feste dell’Unità ‘classiche’ è meno diffusa. Penso ai week end, tre giornate a partire dal venerdì con una serie di eventi tra musica, cultura, incontri politici e ovviamente buona cucina. Un esempio recente, durato in questo caso una settimana, è stata la Festa realizzata a Catanzaro in occasione delle elezioni regionali della Calabria". Il parlamentare modenese tiene a specificare: "Queste nuove formule si applicano un po’ in tutta Italia e anche le modalità organizzative devono tenere conto che il mondo è cambiato e si sono modificate le abitudini e la gestione del tempo libero. Per questo io penso che la festa diffusa, snella, vada incontro a esigenze moderne, tenendo lo stesso insieme aspetti fondamentali come l’incontro con elettori e simpatizzanti, l’autofinanziamento e l’apporto decisivo dei tanti volontari. Per tutte queste ragioni puntiamo, nelle varie città, a recuperare dei luoghi simbolo, vicino al centro".

Ci sono, ovviamente, riflessioni anche legate al costo delle feste attuali del partito: le feste lunghe servono ad ammortizzare i costi visto che ad esempio a Bologna il Pd paga al Parco Nord un affitto giornaliero cui si aggiungono gli allestimenti. Il responsabile delle feste modenesi, prima di cedere il posto a Yuri Costi, è stato Leonardo Pastore oggi delegato comunicazione: "Il nuovo modello - dice - va costruito ascoltando i volontari e ascoltando il territorio. Solo così realizzeremo le nuove feste che sono un ‘brand’ importante del Pd, essendo sinonimo di buona tavola e importanti spettacoli in tempi in cui magari non era così usuale avere i grandi nomi. La Festa dell’Unità è anche il luogo dove si fa politica, ma alcuni incontri seppur interessanti in passato sono stati poco seguiti. Portare le feste in centro a Modena, secondo certe modalità, potrebbe essere interessante". Noto "sindaco di Modena Est" Fausto Cigni ha lasciato il partito da alcuni anni: "Ricordo benissimo la bella esperienza di Ponte Alto e soprattutto ricordo personaggi come Sabrina Ferilli. Le varie feste dei partiti di sinistra sono una occasione fondamentale di aggregazione, ora occorre prendere atto della situazione".

Stefano Luppi

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