Residenze per anziani: "L’assistenza nelle Cra non si tocca, i familiari sono stati comprensivi"

L’assessore ai Servizi Sociali Roberta Pinelli: "Basta strumentalizzaizoni, abbiamo fatto incontri con i parenti e loro stessi hanno riconosciuto che le tariffe erano invariate da parecchi anni e che restano contenute" .

Residenze per anziani: "L’assistenza nelle Cra non si tocca, i familiari sono stati comprensivi"
Residenze per anziani: "L’assistenza nelle Cra non si tocca, i familiari sono stati comprensivi"

"La riclassificazione degli ospiti in base ai loro bisogni, che determina i minuti di assistenza retribuiti a gestori delle Cra, è avvenuta ben prima dell’introduzione degli aumenti delle tariffe per le famiglie deliberati dalla Regione a dicembre, che a Modena saranno introdotti da febbraio. Il ricalcolo dei minuti è avvenuto sulla base del livello di gravità degli ospiti e non ha nulla a che fare con l’aumento delle tariffe per i familiari. Pertanto, non avrà ripercussioni sull’assistenza agli anziani e nemmeno sul personale dei gestori interessati, trattandosi di pochi minuti in un anno, attentamente valutati anche in vista dei nuovi accreditamenti".

Lo sostiene il Comune in una nota che precisa la situazione dopo che i sindacati erano intervenuti. "La riclassificazione degli anziani ospiti delle Cra viene fatta annualmente in base ai criteri definiti dalle tabelle regionali per garantire in tutte le strutture un uguale livello di assistenza, calibrato sui bisogni degli ospiti, così come un equiparabile trattamento economico ai diversi gestori accreditati".

"Per altro, in queste settimane – afferma l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli – abbiamo condotto incontri on line o in presenza con i familiari di tutte le Cra cittadine, proprio sul tema degli aumenti delle tariffe e i familiari si sono dimostrati particolarmente comprensivi: per primi hanno riconosciuto che le tariffe erano invariate da parecchi anni e che restano tuttora di molto inferiori (praticamente la metà) di quelle applicate nelle strutture private. Al di là delle facili strumentalizzazioni – sottolinea Pinelli – tutti vorremo un’assistenza quanto più universale e gratuita, ma dobbiamo fare i conti con risorse limitate, per reggersi il sistema deve quindi tener conto di tutte le parti in causa: gli ospiti con le loro famiglie e i gestori coi loro dipendenti".

Cgil, Cisl e Uil, insieme alle proprie categorie di pensionati Spi, Fnp e Uilp, hanno però messo in campo una mobilitazione su tutto il territorio per coinvolgere e informare la comunità dei cittadini e delle famiglie modenesi sulla grave decisione presa dalla Regione Emilia-Romagna, in modo unilaterale, circa l’aumento delle rette per le case protette per anziani e per i centri socio riabilitativi residenziali per disabili. Più che un incremento sarà una stangata che colpirà i segmenti più fragili della popolazione, con un aumento di 4.10 euro al giorno, ovvero più di 1.500 euro all’anno. "Protestiamo perché la Regione sospenda la sua delibera, convochi immediatamente un tavolo di vera trattativa che discuta di accreditamento, qualità del servizio e del lavoro all’interno delle strutture – commentano i tre sindacati –. Gli eventuali aumenti devono parlare la lingua della gradualità, ed essere legati alla condizione economica e sociale delle famiglie, utilizzando ad esempio l’Isee. Inoltre, vogliamo conoscere i progetti della Regione utili a costruire servizi territoriali avanzati, in grado di rispondere con qualità ai bisogni di una popolazione che invecchia: al 2035, il 24% degli emiliano romagnoli, pari a più di 1.2 milioni di persone, sarà over 65 anni".