Raffica di contagi nelle residenze per anziani della provincia, e sette morti da Covid 19. Sono oltre una quarantina i casi positivi, ma il numero potrebbe salire nelle prossime ore. Una situazione allarmante resa tale dall’età avanzata degli ospiti e delle loro già precarie condizioni di salute. È questo il drammatico bilancio tra la Bassa modenese, Castelfranco, Maranello e Formigine. Nella Casa Protetta Augusto Modena di San Felice sono oltre una ventina gli ospiti contagiati. Dopo il caso dei due anziani risultati positivi, il Servizio Igiene Pubblica Ausl di Modena ha sottoposto a tampone i primi venticinque dei complessivi settanta ospiti della struttura, e una ventina sono risultati contagiati. I familiari, a cui da tre settimane è vietato...

Raffica di contagi nelle residenze per anziani della provincia, e sette morti da Covid 19. Sono oltre una quarantina i casi positivi, ma il numero potrebbe salire nelle prossime ore. Una situazione allarmante resa tale dall’età avanzata degli ospiti e delle loro già precarie condizioni di salute. È questo il drammatico bilancio tra la Bassa modenese, Castelfranco, Maranello e Formigine. Nella Casa Protetta Augusto Modena di San Felice sono oltre una ventina gli ospiti contagiati. Dopo il caso dei due anziani risultati positivi, il Servizio Igiene Pubblica Ausl di Modena ha sottoposto a tampone i primi venticinque dei complessivi settanta ospiti della struttura, e una ventina sono risultati contagiati. I familiari, a cui da tre settimane è vietato l’accesso in base alle disposizioni governative, non si danno pace.

"A cosa sono valsi i nostri sacrifici e quelli dei nostri cari di non vederci da giorni se poi tanti risultano contagiati, alcuni morti, e se il Coronavirus è penetrato nella struttura. Gli operatori sono stati costretti a lavorare senza mascherina, perché non gli è stata fornita". Quanto al personale socio sanitario, ad oggi non risulta alcun caso positivo, ma sui soggetti sintomatici l’Igiene Pubblica ha dato indicazioni di quarantena. Prima che fosse possibile effettuare il tampone, lo scorso 19 marzo, un ospite è stato ricoverato in ospedale dove purtroppo è deceduto il 23 marzo. Il Servizio di Igiene Pubblica deciderà le misure di sorveglianza sanitaria che saranno attuate sia sugli altri ospiti sia sugli operatori. Nella Cra Cisa di Mirandola, dove è stato creato il ‘Piano Covid’, è risultato positivo un solo anziano, ospedalizzato e poi rientrato in struttura. Cresce l’apprensione in alcune strutture per anziani del distretto ceramico. Ad oggi sono complessivamente 13 gli ospiti risultati positivi nelle residenze di proprietà dell’Unione: l’Opera Pia Stradi di Maranello (con 9 casi accertati), gestita dalla cooperativa Gulliver, e l’Opera Pia Castiglioni (4 casi) in gestione diretta. Dall’inizio dell’emergenza si sono verificati finora 3 decessi alla Stradi e altri 2 alla Castiglioni, "ma risulta difficilissimo – spiegano dall’Unione – capire quale ruolo abbia avuto in queste persone il contagio rispetto alle patologie pregresse di cui già soffrivano". Tutti gli ospiti contagiati si trovano dentro le strutture in quarantena, "con la possibilità di un ricovero in ospedale". In entrambe le strutture, si è in attesa dei risultati dei tamponi effettuati su alcuni altri ospiti e operatori.

Le direzioni delle strutture hanno fornito i nominativi degli ospiti e degli operatori, che vengono tutti contattati per dar corso all’indagine epidemiologica e alle eventuali misure di isolamento. "Le strutture – proseguono dall’Unione – avevano già interrotto da alcuni giorni gli accessi da parte di persone esterne e tutto il personale è dotato dei dispositivi di protezione individuale e nelle stanze d’isolamento vengono adottate le procedure previste". Nelle due strutture sono stati posti in isolamento domiciliare alcuni operatori, già rimpiazzati da colleghi. Nell’Ospedale di Comunità di Castelfranco (Osco), su dodici pazienti la metà sono contagiati e tra questi una signora di 91 anni è morta, e il numero dei positivi potrebbe aumentare man mano che arrivano gli esiti dei tamponi effettuati. L’Osco, dove due operatori sono stati contagiati, si sta organizzando per poter accogliere pazienti Covid anche da altri ospedali. "Attrezzeremo un’area di isolamento per pazienti contagiati e provenienti anche da altre strutture – spiega Antonella Dallari direttrice del Distretto sanitario di Castelfranco – non sappiamo ancora quanti posti potremmo dedicare all’area, potremmo comunque accogliere solo pazienti che non necessitano di terapia intensiva".