Salute mentale, il grido d’allarme: "Centri psichiatrici insufficienti"

La denuncia del vicesegretario aziendale Anaao Tedeschini sulla carenza di posti letto a Baggiovara "Solo una ’Diagnosi e Cura’, sistema in sovraccarico. E la devastazione dell’altro giorno è stato il colpo di grazia" .

Salute mentale, il grido d’allarme: "Centri psichiatrici insufficienti"

Enrico Tedeschini (Anaao)

"Quello che è successo a Pavullo, con la difficoltà di trovare un posto letto, conferma il fatto che la presenza di un solo centro per il servizio ’Diagnosi e Cura’ per la provincia di Modena è probabilmente insufficiente. Fino ad alcuni anni fa ce ne erano tre, poi sono stati progressivamente diminuiti".

Così il dottor Enrico Tedeschini, psichiatra presso il Dipartimento di salute mentale dell’Ausl e Vice Segretario Aziendale ANAAO in merito alla situazione delicata del servizio Psichiatrico dell’Ospedale di Baggiovara, soprattutto dopo che un paziente ha vandalizzato pesantemente il reparto.

Per questo motivo i posti letto sono calati drasticamente e venerdì l’ex carabiniere in pensione arrestato dopo essersi barricato in casa, minacciando il suicidio, è stato trasferito in una struttura sanitaria a Correggio.

"Essendoci una sola ’Diagnosi e Cura’, ciò provoca un sovraccarico del sistema a livello dell’ospedale di Baggiovara con la concentrazione di tutti i pazienti più gravi lì", spiega Tedeschini. "Lì si concentrano poi i pazienti in misura di sicurezza che in quel momento non trovano posto nelle Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ndr), anche quelle con posti naturalmente insufficienti. Quindi tutto questo porta al sovraccarico. Il problema è la carenza di posti letto tra ’Diagnosi e Cura’ e le Rems".

Il medico spiega come la programmazione negli anni abbia visto calare ’Diagnosi e Cura’ da tre a un solo reparto.

"Quindi ora in un solo ambiente a Baggiovara sono concentrati tutti i pazienti più critici – sottolinea Tedeschini – anche se quanto accaduto nei giorni scorsi (il grave vandalismo), non era mai capitato prima. L’azienda ha inserito un vigilante dalle 8 alle 20 – continua – ma noi come sindacato avevamo chiesto di inserire la vigilanza anche nelle ore notturne, un arco di tempo che rimane pericolosamente scoperto. Perché non sia stato fatto va chiesto alla direzione aziendale".

Come sindacato Anaao "abbiamo ribadito – rimarca Tedeschini – che non si può avere un’unica ’Diagnosi e Cura’ per un territorio così vasto. Infatti, se capita che anche un solo paziente devasti il reparto, ci si trova in questa situazione: senza posti letto. ’Diagnosi e cura’ è tarato su 15 adulti e due minori ma il numero si supera in situazioni particolari: l’assistenza sanitaria va sempre garantita. Ora la situazione è tragica nella gestione dei posti letto, perché ne sono rimasti solo 4 per i Tso. In questo momento – spiega ancora – ci supportano le case di cura private e gli ospedali di altre province ma non sappiamo quanto tempo ci vorrà per sistemare il reparto: i danni sono molto gravi".

Il medico sottolinea anche come vi sia solidarietà di tutta la rete psichiatrica regionale. "Ci sono però rischi anche per i nostri colleghi; è logico. Con 800mila abitanti e un solo reparto per ricoverare i casi più gravi il problema si crea: non concentrarli, invece, potrebbe contenere l’escalation".

Il grande tema è l’assistenza psichiatrica – conclude – "c’è stato un depauperamento di tutti i servizi: pochi psichiatri, pochi infermieri: la situazione psichiatria è un problema a livello nazionale e non solo territoriale".