"Se Modena vuole ci sono . Ascoltiamo Muzzarelli"

Il primo cittadino tra gli aspiranti: "Non si può prescindere da Gian Carlo . Non chiedo permesso. Io sconosciuto? Ma nelle preferenze sono in alto" . .

"Se Modena vuole ci sono . Ascoltiamo Muzzarelli"

"Se Modena vuole ci sono . Ascoltiamo Muzzarelli"

"Se Modena desidera che diventi il suo sindaco lo farò volentieri: sono a disposizione del partito e della città". Spinto sotto i riflettori da un sondaggio che lui ha commissionato ma che non voleva diffondere in pubblico, almeno per ora, l’attuale primo cittadino di Spilamberto Umberto Costantini attraversa il Rubicone e si candida.

Costantini, ha un bel coraggio a infilarsi anche lei nella gazzarra della corsa a sindaco.

"Ho fatto così anche a Spilamberto: a viso aperto. Mi sono proposto senza chiedere il permesso a nessuno, se non ai cittadini. Sembra strano, ma è ancora possibile farlo".

Ma come nasce l’idea di candidarsi a Modena?

"Modena, Spilamberto, l’hinterland in generale sono un’unica grande città: molti modenesi lavorano a Spilamberto e viceversa. Sono operai e industriali, operatori della cooperazione e del volontariato, insegnanti, che mi hanno conosciuto e mi hanno chiesto di presentarmi a Modena alle prossime elezioni".

Lo ritiene solido come blocco elettorale di partenza?

"È per questo che ho commissionato il sondaggio. Volevo misurare se si trattava di una ‘bolla’ che riguardava solo la mia cerchia di conoscenze oppure se posso avere qualche chance".

E cosa ha scoperto?

"Cose sorprendenti. Io ovviamente nella graduatoria delle personalità politiche sono meno conosciuto a Modena degli altri, ma praticamente tutti quelli che mi conoscono sarebbero contenti se io facessi il sindaco. Non è scontato. Infatti sono al quarto posto delle preferenze dopo Maletti, Baruffi e Guerzoni. Lo dico sommessamente, ma mi riempie d’orgoglio pensare che un sindaco di provincia possa essere davanti ad amministratori e personalità molto più note di me in città. Sono grato ai modenesi".

Quali sono gli altri aspetti del sondaggio che l’hanno colpita?

"Emerge che il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è straordinariamente apprezzato, praticamente i due terzi degli elettori del centrosinistra se si potesse rivotare per il terzo mandato, sceglierebbero ancora lui. Un risultato che in questi giorni qualcuno ha cercato di oscurare facendo credere che la metà dei modenesi non è soddisfatto del suo operato".

Cosa cambia però adesso sapere che Muzzarelli è super gradito agli elettori?

"Che non si può prescindere dall’eredità di Muzzarelli, che ogni decisione che verrà presa non potrà esser presa alle sue spalle, che quando ci si siede attorno a un tavolo il suo parere deve essere tenuto in debito conto. E lo dice uno che con lui ha avuto uno scontro pubblico e furibondo sulla collocazione della fabbrica di Amazon, quindi sono al di sopra di ogni sospetto. Modena dice questo e Modena merita rispetto".

Perché ci tiene così tanto a candidarsi a sindaco di Modena?

"Il bene della città e un tutt’uno con il bene della provincia. Ho servito per dieci anni la comunità in cui sono nato, nella mia attività di sindaco a Spilamberto ho capito che le decisioni che si prendono a Modena città hanno un effetto diretto su tutta la provincia: sulla sanità, sicurezza, rifiuti, ambiente e lavoro. Quello che si decide all’interno dei viali ha una ricaduta enorme sull’intero territorio".

É vero che neanche Muzzarelli lo è, ma un suo punto debole è che lei non è modenese.

"Mia madre negli anni settanta è migrata qui come profuga dalla Somalia, ha trovato una città pronta ad accoglierla, qui ha trovato il suo primo impiego nel servizio ferroviario delle poste facendo i turni di notte, è qui che con mio padre ha iniziato ha costruire la nostra famiglia. Ho studiato al Corni e da anni ho contatti costanti con il mondo modenese delle associazioni, dell’imprenditoria e della politica. Modenesi si diventa e lo possono diventare tutti coloro che di Modena condividono i valori di cooperazione, solidarietà e laboriosità".