Si chiama Toro, è la bestia nera del Sassuolo

Su quattordici incontri disputati, i neroverdi hanno vinto solamente una volta: era il gennaio 2020, segnarono Boga e Berardi

Si chiama Toro, è la bestia nera del Sassuolo
Si chiama Toro, è la bestia nera del Sassuolo

La Treccani la definisce "persona o evento che sia per qualcuno un forte intralcio o motivo di preoccupazione", nella retorica del calcio è, per definizione, l’avversario contro il quale, per mille motivi, si fa sempre troppa fatica: è la celeberrima bestia nera e per il Sassuolo ha le fattezze di una squadra in maglia granata, appunto il Torino che domani sera sarà di scena al Mapei Stadium portandosi appresso precedenti piuttosto sconfortanti per i neroverdi. Tra le squadre che hanno giocato almeno dieci partite sul campo del Sassuolo, così da avere una raccolta di dati sufficientemente corposa, il Torino è infatti quella contro la quale i neroverdi sono riusciti a vincere meno volte, appena una su quattordici (il 7,1%), con otto pareggi e cinque sconfitte. Un aspetto che, non potendo il club granata – a prescindere dall’identità e dal rilievo mediatico del suo presidente – essere considerato tra quelli egemoni, fa specie, se si considera che in casa il Sassuolo ha fatto decisamente meglio contro la Juventus, il Milan e l’Inter. Vero è che una parte significativa delle sconfitte è arrivata ai tempi della Serie B (tre su quattro partite in categoria, incluso il ritorno dei playoff 2009-10), eppure l’unico successo casalingo del Sassuolo è del gennaio 2020, un 2-1 ottenuto in rimonta con Boga e Berardi che ribaltarono l’autorete di Locatelli.

Tra le sfide più memorabili va ricordato il 3-3 dell’ottobre 2020 (dall’1-3 al pareggio con i gol di Chiriches e Caputo in poco più di un minuto, nel finale) e che comunque la maggior parte delle partite terminate in pareggio ha visto il Torino scattare in avanti e il Sassuolo impegnato a dover recuperare il risultato. altra sfida emblematica, quella del dicembre 2018, 1-1 con Brignola a pareggiare al minuto 92 e il Var ad annullare al 94’ il gol del granata Iago Falque ed evitare ai neroverdi una sconfitta che si sarebbe aggiunta a tutte le altre. Ora, i numeri che verranno passati in rassegna non sono certo incoraggianti, ma fondamentalmente bisogna tenere in considerazione un aspetto che, in fondo, li smonta: dal primo confronto tra le due squadre a oggi, sono cambiati allenatori, calciatori, categorie e si sono succedute annate dall’andamento ben differente, e ciò significa che i dati, chiaramente frutto di situazioni contestuali, al di là dell’aspetto statistico non illustrano né anticipano nulla di ciò che potrà accadere domani in campo. Eppure il paradosso resta – il Sassuolo ha vinto più volte contro i granata a Torino che in casa – e il racconto del calcio vive anche di questo, di corsi e ricorsi storici, di tabù da infrangere, proprio come questo.

Lorenzo Longhi