Sixtema, la rabbia dei licenziati: "Noi, mandati via senza un motivo"

Un dipendente: "Questa azienda era come casa mia, mi è caduto il mondo addosso: per me è come un lutto"

Sixtema, la rabbia dei licenziati: "Noi, mandati via senza un motivo"
Sixtema, la rabbia dei licenziati: "Noi, mandati via senza un motivo"

"Mi sono visto crollare il mondo addosso: una convocazione per una riunione di lavoro si è trasformata in un colloquio dove sono stato licenziato senza alcuna motivazione; questa azienda era casa mia, sono stato assunto dopo la laurea e il modo in cui sono stato trattato mi ha lacerato dentro: è come se avessi ricevuto la notizia di un lutto". Testa bassa, sguardo triste e tanta delusione nel volto di Salvatore Castiglioni, ingegnere di 53 anni che da 25 lavora per Sixtema, azienda di servizi informatici. Salvatore è uno dei sette dipendenti a cui è stata notificata nei giorni scorsi una lettera di licenziamento con effetto immediato; le motivazioni dell’azienda non sono chiare, i vertici parlano solo di chiusura di un reparto con impossibile ricollocazione, ma la decisione, piovuta da un giorno all’altro, ha scatenato rabbia e proteste dei 120 dipendenti della sede modenese, che ieri si sono ritrovati per scioperare davanti alla sede di via Malavolti.

"Chiediamo all’azienda il ritiro immediato dei licenziamenti. - afferma Eva Lasagni, da 18 anni analista di Sixtema - Come lavoratori meritiamo trasparenza perché se un’azienda è in crisi i dipendenti devono saperlo; vorremmo un confronto per capire come affrontare le eventuali crisi, poiché questa faccenda riguarda tutti noi. Personalmente sono spaventata perché dopo tanti anni di sudore e impegno questo provvedimento segna una caduta di reputazione per la ditta stessa, che mai mi sarei aspettata. Vogliamo capire il nostro futuro, che prospettive abbiamo: i carichi di lavoro sono sempre esagerati e ci chiediamo se quest’impegno che mettiamo nell’azienda sarà ripagato, perché sono stati licenziati lavoratori che erano qui da tantissimo tempo e che contavano tantissimo per l’impresa. Dopo questi avvenimenti nessuno si sente più sicuro del proprio posto di lavoro".

Presente allo sciopero anche Alessandro Santini di FILCAMS CGIL, il sindacato dei lavoratori del terziario: "Vogliamo chiedere il ritiro di questi licenziamenti in virtù delle relazioni sindacali che ci sono sempre state in Sixtema. Contestiamo il modo in cui, dalla sera alla mattina e senza preavviso, sette persone siano state lasciate a casa; è emerso che i dipendenti erano stati convocati per una sorta di riunione collettiva per poi vedersi comminare la lettera di licenziamento: questa è una sorta di inganno. Abbiamo pertanto deciso di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti". Delusa e arrabbiata anche Stefania Tomei, che annuncia futuri scioperi per supportare attivamente i propri colleghi: "Abbiamo chiesto di ritirare i licenziamenti e ciò non è stato fatto, abbiamo chiesto di parlare con l’azienda e non abbiamo ricevuto risposte. La settimana prossima, per noi e per chi è stato ingiustamente licenziato, saremo davanti all’ispettorato del lavoro per far sentire la nostra voce".

Jacopo Franceschini