Smog, allarme polveri sottili: "Già 29 giorni di sforamento. I numeri sono preoccupanti"

Una cappa ’intrappola’ gli inquinanti rendendo pessima l’aria in pianura, Arpae spiega: "Valori doppi rispetto al consentito ma ciò che allarma è la persistenza nel tempo".

Smog, allarme polveri sottili: "Già 29 giorni di sforamento. I numeri sono preoccupanti"

Smog, allarme polveri sottili: "Già 29 giorni di sforamento. I numeri sono preoccupanti"

Polveri sottili: Modena maglia nera con dati preoccupanti, peggiori anche rispetto a Bologna.

E’ quanto emerge dal monitoraggio di Arpae (Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Emilia-Romagna), in particolare dalle recenti rilevazioni della centralina al parco Ferrari con record – per le pm 2.5 – davvero poco invidiabili (lunedì 94 microgrammi di pm 2.5 per metro cubo, sabato ben 100).

"La situazione purtroppo presenta ancora valori di Pm 10 molto elevati – commenta Vanes Poluzzi (nella foto in alto a destra), responsabile di CTR (centro tematico regionale) Qualità dell’Aria di Arpae –. Lunedì abbiamo registrato valori oltre i 100 microgrammi per metro cubo, laddove il valore sancito per normativa è di 50 microgrammi per metro cubo. Ma ciò che desta allarme, non è solo il valore pari al doppio di quello consentito, ma anche la persistenza nel tempo: Modena ha già visto 29 giorni di sforamento (sui 35 consentiti l’anno secondo le normative) da inizio 2024 per quanto riguarda il livello delle polveri sottili Pm 10.

Se lo scorso anno è stato particolarmente positivo, con valori bassi – prosegue Poluzzi – negli ultimi sei anni si erano invece già registrati sforamenti importanti. Quello che, come detto, fa pensare ed è preoccupante, è la loro persistenza nel tempo, quasi un mese".

Ma da cosa dipende tutto questo? Persiste una sorta di ’cappa’, dovuta anche al rialzo termico in quota, che schiaccia verso il basso le sostanze inquinanti.

"Dal 20 gennaio scorso – spiega nel dettaglio Poluzzi – si è instaurato sul Mediterraneo e in Europa Centrale un sistema anticiclonico proveniente dal Sud/Ovest. Questo porta masse d’aria calda (per il periodo in cui siamo) in modo continuativo su tutta la nostra zona.

A fronte del fenomeno, l’effetto più eclatante è quello dell’aumento delle temperature soprattutto in montagna e la fusione dei manti nevosi (Appennino e Alpi).

Il movimento delle masse calde, in pianura, porta allo schiacciamento verso il basso degli strati dell’atmosfera.

Il suolo della pianura tende a perdere calore durante la notte: in contemporanea però si raffreddano anche gli strati dell’atmosfera che poggiano sui suoli.

Questo determina appunto il fenomeno dell’inversione termica, quindi c’è più caldo in montagna che in pianura".

Un fenomeno che incide anche a livello di inquinamento: "Gli inquinanti emessi negli strati più freddi restano ‘intrappolati’ e si elevano di conseguenza le concentrazioni di polveri sottili. Inoltre, a fronte dell’inversione termica, gli inquinanti continuano a reagire dal punto di vista fisico e chimico, formando nuovi compositi (inquinamento secondario) che restano nella fase condensata (liquido/solido) e non di vapore/gas. Compositi rilevabili a livello di Pm 10 e Pm 2.5, andando ad aumentare l’inquinamento".

Che fare per ridurre questo aumento esponenziale di polveri sottoli? "Limitare il più possibile le nostre emissioni – ribadisce Poluzzi – l’uso di combustibili fossili e potenziali emissioni antropiche, anche se il notevole livello demografico della pianura padana rende non semplice attuare con esito positivo queste misure".

"Questa situazione durerà sicuramente ancora per qualche giorno – spiega Alessandro Bruscagin, esperto meteo –. Poi, da giovedì avremo un miglioramento grazie a una perturbazione atlantica che rimescolerà l’aria, facendo scendere i livelli di inquinanti e riducendo i ristagni".

Intanto si parla delle limitazioni in autostrada – nei tratti urbani – per contenere lo smog.

La nuova misura prevista dal Governo per il Bacino Padano in risposta alle infrazioni Ue, ossia ridurre la velocità in autostrada nei giorni di allerta inquinamento, porterebbe ad alzare il piede dall’acceleratore sulle grandi arterie stradali della regione.

Se fosse già in vigore sarebbe toccato a Modena e Piacenza, territori con più sforamenti, ma diventerà operativa da aprile.