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14 apr 2022

"Su Mussolini grave autogol del sindaco"

Respinta la proposta di ritirare la cittadinanza onoraria al duce, l’opposizione in coro: "Sconfitta politica, non sono queste le priorità"

14 apr 2022
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo
Il Consiglio comunale di Carpi al gran completo

La proposta del sindaco Alberto Bellelli non è passata: Benito Mussolini resta cittadino onorario di Carpi. Nella seduta di martedì sera, la maggioranza non è infatti riuscita a convincere le opposizioni e i 16 voti favorevoli alla proposta non sono bastati a raggiungere i due terzi necessari per la revoca dell’onorificenza al Duce. Al momento del voto, i consiglieri di Fratelli d’Italia, Lega e Carpi Futura sono usciti dall’aula, il che ha comportato voto contrario. Il M5S è rimasto in aula ma non ha partecipato alla votazione. Una discussione durata tre ore e che ha sollevato varie polemiche e discussioni, anche nella giornata successiva.

Palese la soddisfazione delle opposizioni: "La sconfitta politica del sindaco e della maggioranza a guida PD è senza precedenti nella storia del Consiglio comunale - commenta Annalisa Arletti, Fratelli d’Italia -. E’ grazie a Bellelli infatti se Carpi è stata informata di questa tematica del 1924, sconosciuta ai più. Il PD ha portato in discussione un atto con il chiaro tentativo di mettere in difficoltà le opposizioni, con il solo risultato di uscirne sconfitti e deboli politicamente. E’ il momento ora di tornare a parlare di temi urgenti come la crisi energetica, il caro bollette, la sicurezza, le scelte urbanistiche". "Tre ore di tempo, a fronte di altre due importanti delibere (prolungamento della bretella e il parco Santa Croce), per un autogol pazzesco del sindaco e della giunta, su un atto non urgente né necessario, per un uso strumentale e politico nel senso più futile del termine", prosegue Giulio Bonzanini, Lega. "Questi dibattiti conducono sempre a divisioni, strumentalizzazioni e discussioni non costruttive - prosegue Carpi Futura -. Sono temi sui quali tra la maggioranza e le opposizioni non si riesce davvero a discutere: lo abbiamo visto due anni fa sull’iniziativa (bocciata con la stessa motivazione che le onorificenze si concedono e si tolgono solo ai viventi) di revocare l’onorificenza concessa a Tito. Avrebbe potuto essere un’opportunità di condivisione dei valori democratici ma è diventata l’ennesima occasione per un dispiegamento delle proprie bandiere ideologiche". "Era necessario presentare una delibera e impegnare il Consiglio comunale a un dibattito con successiva votazione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini dopo 98 anni? E’ morto nel 1945 e dunque da quel giorno non gode più di quei diritti che spettano ai vivi: la delibera è quindi fuori tempo utile. Probabilmente - sottolinea Eros Andrea Gaddi, M5S - al sindaco non interessano le vere priorità di Carpi e dei concittadini". "La cittadinanza di Mussolini non toglie e non aggiunge nulla a quello che Carpi ha – prosegue Monica Medici -. È molto cinico citare nella delibera la guerra in Ucraina nella storia di casa nostra. Mussolini ha stupito la città di Carpi, anche nel bene. Fu uno dei pochi che lasciò una ‘elemosina’ a Mamma Nina, donandole nel 1943 100 mila lire". "E’ anacronistico affrontare questa tematica, distogliendo l’attenzione dai problemi reali e attuali", sottolinea Massimo Barbi, Forza Italia. "Mussolini non è degno di essere cittadino onorario di questa città - tuona il primo cittadino -. La scelta delle opposizioni di non votare la delibera è un autogol, mi spiace che non lo abbiano capito. Ne esce sconfitto il Consiglio Comunale e con lui tutta la nostra città. Quello che è accaduto è uno sfregio alla città; i consiglieri forse hanno dimenticato di essere istituzioni perché eletti e proprio perché è caduto il fascismo. E’ stato un atto vile". Varie le testimonianze a sostegno di Bellelli, a partire dall’Anpi provinciale: "Gravi e inaccettabili sono stati i comportamenti e le motivazioni di chi si è sottratto al voto uscendo dall’aula".

Maria Silvia Cabri

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