"Vogliamo sapere perché il nostro bambino è morto"

Sassuolo, la denuncia dei genitori del piccolo deceduto subito dopo il parto

"Vogliamo sapere perché il nostro bambino è morto"

Una sala operatoria

E’ entrata in ospedale, a Sassuolo, mercoledì 6 dicembre, alle 7 del mattino: doveva infatti sottoporsi ad una visita di controllo. Poco dopo le si sono rotte le acque e per questo, in vista del parto, è stata ricoverata. Nei giorni successivi, però, non vi sarebbero state ‘avvisaglie’ ma sabato mattina alle 6, nel corso della visita, i sanitari si sarebbero resi conto che il suo bimbo era in una posizione ‘sbagliata’ e non sarebbe stato possibile farla partorire senza praticare un cesareo, che è stato effettuato poco dopo. Una volta venuto alla luce, però, il piccolo non avrebbe fatto alcun ‘vagito’, non sarebbe riuscito a respirare spontaneamente. Nonostante il tentativo disperato dei sanitari di rianimarlo – le manovre sono durate oltre mezz’ora – il neonato è morto. Non puntano il dito contro nessuno ma vogliono sapere cosa abbia causato la morte del loro primogenito i due giovani genitori residenti nel reggiano che, nei giorni scorsi, hanno presentato denuncia in procura a seguito della morte del loro bambino, avvenuta sabato nove dicembre all’ospedale di Sassuolo. I due 30enni, infatti, chiedono di far luce su quanto accaduto per capire se, eventualmente, si potesse fare di più o se sia stato fatto tutto il possibile per salvare il loro bambino. Nei giorni scorsi sul corpicino del piccolo è stata effettuata l’autopsia: i periti si sono presi sessanta giorni per rispondere ai quesiti della procura che, come noto, ha iscritto nel registro degli indagati quattro medici ed un’ostetrica del nosocomio di Sassuolo. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

Un atto dovuto, ovviamente, per permettere ai sanitari che hanno seguito a livello sanitario la paziente in quei giorni, appunto, di partecipare con i propri consulenti agli accertamenti tecnici in corso. Il quesito della procura è relativo alle cause che hanno portato al decesso del neonato, il cui cuoricino si sarebbe fermato poco dopo la nascita. Ciò che i genitori chiedono è di verificare se vi siano state eventuali responsabilità in capo ai medici; se vi siano stati eventuali ritardi nell’assistenza e se, ovviamente, sia stato fatto tutto il possibile per salvare la vita del loro bambino. La procura ha nominato quale medico legale la dottoressa Donatella Fedeli e Matteo Tudini dell’Auls di Bologna; presenti all’esame autoptico insieme anche agli altri consulenti di parte. Si attende ora l’esito dell’accertamento al fine di stabilire con certezza cosa abbia provocato il terribile decesso del neonato. La famiglia del piccolo, che vive nell’Appennino Reggiano si è comprensibilmente chiusa nel proprio dolore.