Francesco Vecchi
Modena

Dodicenne molestato la notte di capodanno: al dj una pena di due anni e mezzo

Ha avvicinato il figlio del cuoco in un ristorante della Bassa

Il bambino si trovava nel ristorante accompagnato dal padre, che per l’occasione lavorava all’interno della struttura

Il bambino si trovava nel ristorante accompagnato dal padre, che per l’occasione lavorava all’interno della struttura

Modena, 7 maggio 2015 - Due anni e sei mesi. La condanna è stata letta nel tardo pomeriggio di martedì in tribunale a Modena (primo collegio presieduto dal giudice Pier Luigi di Bari) ed è arrivata a carico di un 49enne campano, residente a Carpi, giudicato colpevole di atti sessuali con un minore. Fatti, quelli finiti in aula, avvenuti il 31 dicembre del 2010, la notte dell’ultimo dell’anno. Vittima un 12enne, all’epoca dei fatti; i genitori che hanno sporto denuncia non si sono costituiti parte civile. L’episodio incriminato porta in un ristorante della Bassa modenese (il comune in questione viene volutamente omesso per tutelare il minore). Come un po’ in tutta la provincia quella sera di quasi cinque anni fa era in corso il classico cenone in attesa della venuta del nuovo anno. Il bambino si trovava nel ristorante accompagnato dal padre, che per l’occasione lavora all’interno della struttura. È invece il dj della serata l’uomo condannato (difeso dallo studio legale Francesca Neri, in aula Fernando Giuri).

Inizialmente il 12enne avrebbe passato buona parte di quel 31 dicembre in compagnia di alcuni coetanei, figli di clienti presenti al cenone. Mentre il padre era indaffarato nel suo lavoro, il dj avrebbe avvicinato la vittima e proprio in quel momento, dopo lo scoccare della mezzanotte, sarebbero avvenuti gli atti sessuali. L’episodio finisce all’attenzione della giustizia qualche giorno dopo. Il 4 gennaio, difatti, dopo che il padre e la madre si sono confrontanti su quanto raccontato dal loro figlio, viene presentata ufficialmente una querela con destinatario ben preciso, quindi il dj chiamato nel ristorante. L’apertura di un fascicolo in procura e questione di poco tempo e così, successivamente, il 49enne finisce in tribunale. Nel corso delle udienze si sono ricostruiti i fatti, analizzati i racconti e le presunte responsabilità. Fino alla sentenza, che martedì è stata letta in dispositivo. Al 49enne vengono riconosciute le attenuanti generiche. Non viene contestata la recidiva, nonostante abbia dei precedenti alle spalle, che però non rientrano nella sfera degli atti sessuali con minore e comunque sono avvenuti diversi anni fa. È cosa certa, in attesa delle motivazioni, che gli avvocati del 49enne residente a Carpi presenteranno ricorso in Corte d’Appello.

Secondo loro, difatti, pesa nel giudizio di primo grado il fatto che il 12enne non sia stato sottoposto a una perizia psico-diagnostica, di quelle che in teoria dovrebbero contribuire a verificare se il minorenne sta dicendo la verità o meno. Nel corso dell’incidente probatorio, in ogni caso, il racconto fornito dal 12enne su quanto accaduto la notte del 31 dicembre 2010 è stato trattato dalle parti.