Dicevi ‘Gallo’ e pensavi a Ciacci: addio a uno storico ristoratore

Se n’è andato Enrico Biagi, aveva 93 anni. Da tutti era conosciuto con il nome del suo celebre locale di Gallo di Petriano

E' morto Enrico Biagi, detto Ciacci, storico ristoratore

Leggendario. Enrico Biagi, conosciuto come Ciacci, è morto a 93 anni. Oggi i funerali a Gallo di Petriano di cui era il simbolo

Petriano (Pesaro e Urbino), 20 febbraio 2024 – Era un’istituzione tant’è che nei necrologi c’è scritto solo ‘Ciacci’. Domenica è morto a 93 anni, per complicanze di salute, il cittadino più famoso di Gallo di Petriano. Enrico Biagi, questo il vero nome dell’illustre quanto iconico ristoratore, nell’intera provincia e non solo era un’istituzione culinaria e di simpatia. Il suo ristorante crocevia di storie, racconti e ritrovi in allegria.

"Non solo Gallo è in lutto. Grazie a lui il nome del paese risuonava ovunque, era nostro ambasciatore in tutta Italia - dice Davide Fabbrizioli, sindaco di Petriano -. Il nome ‘Ciacci’ è antico, la sua famiglia è sempre stata chiamata così. Il nostro paese è conosciuto soprattutto per il suo ristorante, pensiamo a tutte le feste di laurea che ha ospitato, i pranzi e le ricorrenze. Ci mancherà tanto il ritrovo nella sua casa in campagna dove amava ospitare pranzi e il vederlo seduto sulla panchina in paese, dove ogni mattina aveva una battuta per tutti. Il ristorante, e la sua accoglienza, ci sono da 60 anni. Un tempo era un’osteria perché il Gallo era diverso da oggi, era un luogo di passaggio. Da sempre ha gestito il locale con la moglie, poi è subentrata una figlia e successivamente le altre due. Una figlia purtroppo è deceduta nel 2015".

"Enrico Biagi ha segnato un punto di riferimento storico per la ristorazione della nostra provincia. Io lo ricordo da quando la locanda era situata a fianco della macelleria di fronte all’attuale sede - prosegue nel ricordo il presidente di Slow Food Urbino, Giulio Lonzi -. La domenica era ricorrente andare a pranzo li per gustare i famosi cappelletti in brodo o le buonissime lasagne bianche o le crêpes al forno. Ci si trovavano molti urbinati che lo sceglievano per gustare quei piatti della nostra tradizione, una cucina casalinga sincera senza fronzoli che sapeva e sa tutt’oggi conferire rassicurazione e affetto, proprio come un caldo abbraccio. Ricordo che una volta, da bambino, insieme ai miei genitori andammo a trovarlo nel suo podere sopra Gallo, dove lui allevava gli animali che utilizzava poi nel suo ristorante. Il suo contributo alla ristorazione locale ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria di coloro che hanno avuto il privilegio di gustare la sua cucina. La sua eredità culinaria e il legame con la terra saranno sicuramente ricordati con gratitudine e rispetto".

I funerali di ‘Ciacci’ si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di Maria Immacolata di Gallo. A seguire la tumulazione nel cimitero del paese.