Insulti razzisti al baby calciatore, ma per la Figc non è successo niente

Il sindaco Ricci incontrerà Madi per consegnargli una benemerenza. Ma fanno discutere le parole del delegato della Lega dilettanti: “Nel referto dell’arbitro non c’è nulla, per noi la storia è finita qui”

Madi, 16 anni, accanto al suo allenatore Sergio Presicce
Madi, 16 anni, accanto al suo allenatore Sergio Presicce

Pesaro, 2 febbraio 2024 – Riceverà una benemerenza da parte del sindaco Matteo Ricci, a nome di tutta la città, come simbolo di vicinanza per gli insulti razzisti ricevuti in campo lo scorso 21 gennaio. Lui è Madi, il sedicenne terzino destro del VF Adriatico: incontrerà nei prossimi giorni il primo cittadino che ieri, sui social, ha espresso solidarietà nei confronti del ragazzo: "Quello che è successo a Madi è inqualificabile, soprattutto perché fatto da genitori. I primi che dovrebbero dare il buon esempio – scrive Ricci accanto all’immagine della prima pagina del Il Resto del Carlino di mercoledì –. Nei prossimi giorni lo incontrerò. Ho deciso di consegnargli una benemerenza – aggiunge Ricci –, per ribadire la nostra battaglia contro ogni forma di razzismo".

Ma riavvolgiamo il nastro, era il 21 gennaio scorso quanto Madi, il 16enne di origini nordafricane, nato a Pesaro e giocatore del VF Adriatico, scende in campo con la sua squadra per la sfida contro gli allievi del Fossombrone. Giocando da terzino destro, durante la partita, si ritrova vicino ad un gruppo di tifosi avversari, principalmente una trentina di genitori, che dopo un primo contrasto avuto in campo con il figlio di una coppia lì presente, iniziano ad insultarlo pesantemente: "Negro di m...", "Mangiabanane", "Zingaro di m...". Tutti insulti che Madi sente, e anche bene. Ma non si lascia scalfire, va avanti e continua a giocare.

"Quel giorno io le offese non le ho sentite, perché ero in panchina lontano una sessantina di metri, però mi è stato riferito tutto – ha raccontato l’allenatore della VF Adriatica Sergio Presicce -. Oggi (ndr, ieri) il sindaco Ricci ha mostrato vicinanza sulla questione, ma lo ha fatto solo lui. Non abbiamo ricevuto nessun tipo di chiamata da altre istituzioni e nemmeno dalla squadra avversaria. Io, in realtà, non mi aspetto nulla da nessuno ma fossi stato in loro l’avrei fatta una chiamata, giusto per chiarirsi sui fatti e per trovare i colpevoli delle offese".

A Presicce non è arrivata nessuna chiamata, ma noi qualche risposta siamo andati a cercarla, soprattutto nella Lega nazionale dei Dilettanti e dal delegato della provincia di Pesaro e Urbino Pasquale Mormile, che ci ha risposto al telefono così: "Io non ho nulla da dirvi – ha spiegato –. Abbiamo appreso quanto successo ma noi facciamo affidamento al referto dell’arbitro che non ha segnalato nessuna anomalia durante la partita; quindi, per noi, la questione è chiusa qua".

Non è successo niente, insomma: ciò che non è nel referto dell’arbitro, per le istituzioni calcistiche semplicemente non esiste. Di tutt’altro tenore le prese di posizione di altri esponenti politici locali, come quelle del consigliere comunale 5 Stelle Lorenzo Lugli: "Bisogna reagire sempre contro il razzismo, denunciare ogni episodio di intolleranza e sostenere chi subisce le ingiustizie. Invito tutti i tifosi, le società, le istituzioni e i media – scrive Lugli nella sua pagina Facebook – a fare la loro parte per contrastare il razzismo nello sport e in ogni sua forma".

A fare la propria parte è stata anche la squadra di Madi, c he in questi ultimi giorni se è messa in protezione del compagno: "Tra di loro sono molto uniti – conclude Presicce –, e questa cosa ha solo aumentato il loro legame. E questa è una cosa che nessuno ci può togliere".