Insulti razzisti al ragazzino, la vergogna dei genitori tifosi

È successo a Fossombrone durante una partita Under 17 tra la squadra di casa e la pesarese VF Adriatico. L’allenatore: “Mi ha raccontato che lo hanno offeso in ogni maniera”

Mike Maignan, portiere del Milan, vittima di insulti razzisti, e Sergio Presicci, presidente e allenatore della VF Adriatico
Mike Maignan, portiere del Milan, vittima di insulti razzisti, e Sergio Presicci, presidente e allenatore della VF Adriatico

Pesaro, 30 gennaio 2024 – “Negro”. “Zingaro di m...”. Poi battute con tono derisorio sulle "scimmie" e su quello che mangiano le scimmie, le "banane". Sono alcuni dei "complimenti" che qualcuno, nel gruppo dei genitori che faceva il tifo per la squadra degli allievi del Fossombrone, ha urlato per gran parte del match contro uno dei terzini del VF Adriatico, squadra di Pesaro, durante la partita contro la Forsempronese, nel campionato under 17 provinciale, svoltasi domenica 21 gennaio a Fossombrone e vinta per uno a zero dai padroni di casa.

Ma il tristissimo spaccato di offese emerso nel match travalica, di molto, qualsiasi considerazione legata agli effettivi valori calcistici in campo. Sono gli altri valori, quelli di certi genitori e/o tifosi, che sono mancati. Il terzino bersaglio degli insulti di natura razzista è un ragazzo di 17 anni nato da una coppia di origine nordafricana. Non è l’unico che ha origine extracomunitaria, come lui anche un suo compagno di squadra.

Lui però quella domenica ha la sfortuna, per il ruolo che copre, di giocare per gran parte del minutaggio vicino alla postazione in cui ci sono i circa 30, tra genitori e altri, che tifano per gli allievi della Forsempronese. E in base a quanto il ragazzo dirà lamentandosi al suo allenatore e presidente, Sergio Presicci, pesarese da anni, anche se leccese di origine, le offese gli sono arrivate per tutta la partita.

“Io non le ho sentite – ha detto ieri al Carlino Presicci, che per la cronaca aveva anche lui il figlio che giocava nella VF Adriatico – solo perché ero in panchina lontano una sessantina di metri da quel gruppo di genitori che urlava contro i miei, ma qualcuno dei tifosi pesaresi mi ha riferito. Io ho cercato di calmare le acque come potevo. Ma lui, il mio terzino, era molto nervoso. A lui e agli altri ho detto di pensare alla partita e lasciar perdere il resto. Purtroppo, quando si gioca in certe categorie, queste cose vanno messe in conto".

“Il ragazzo però – continua Presicci – più di una volta si è avvicinato verso la recinzione, verso quelli che lo offendevano, e quando mi ha parlato mi ha detto che lo avevano offeso per tutta la partita. La situazione si è un po’ scaldata, forse perché la squadra di casa pensava di vincere facile, così non è stato, alla fine abbiamo perso ma è stata combattuta: comunque a fine partita ho tenuto i ragazzi per una mezzoretta nello spogliatoio, per raffreddare gli animi e evitare contatti".

Ma l’arbitro non è intervenuto, ha sentito qualcosa? "No, non credo abbia sentito nulla", dice Presicci. Avete ricevuto delle scuse dalla società del Fossombrone? "No, io finora non ho sentito nessuno". Ma qualcuno altro ha sentito, oltre naturalmente al ragazzo. Forse i genitori dei giovani del VF Adriatico, o qualcun altro del pubblico. E la cosa a questo punto, potrebbe non finire qui. Se qualcuno farà denuncia dell’episodio, potrebbero esserci conseguenze, anche a livello di provvedimenti disciplinari, per i responsabili.