Lanzi lancia la sfida: "Una svolta per la città in cinque mosse. E partirò dai giovani"

Il candidato sindaco del centrodestra a tutto campo in vista del voto "Famiglie, lavori, manutenzioni, ambiente, servizi: ecco cosa faremo. Le nuove generazioni saranno davvero coinvolte in prima linea"

Lanzi lancia la sfida con il Centrodestra: "Una svolta per la città in cinque mosse. E partirò dai giovani"

Lanzi lancia la sfida con il Centrodestra: "Una svolta per la città in cinque mosse. E partirò dai giovani"

Pesaro, 22 marzo 2024 – Marco Lanzi ama leggere e preferisce romanzieri d’Oltralpe come Emmauel Carrere e Pierre Lemaitre: "Sono due autori – dice il candidato sindaco per la coalizione di centrodestra alle prossime amministrative – che consiglio sempre a tutti. “L’avversario“ è un libro intrigante, psicologico, basato su una storia vera e che permette di esplorare zone spesso ignorate dell’animo umano". A leggere la sinossi sembrerebbe “roba da sbirri“, ma Lanzi la sa raccontare. Comprendiamo le ragioni per cui le sue conferenze di criminologia all’Università del sapere di Fano hanno successo.

Scusi, Lanzi, come nasce la sua candidatura a sindaco?

"La mia candidatura ha un forte valore civico e nasce per interpretare una svolta per la città".

Ecco...“la svolta“. Lanzi ha visto il film “Lo chiamavano Jeeg Robot“ con Claudio Santamaria?

"Sì, mi è piaciuto moltissimo. Perché?".

Ecco, anche il protagonista definito un “superman di Tor Bella Monaca“ è uno che “svolta“ facendo del bene al prossimo...

"Grazie, non penso di avere molte cose in comune con quel personaggio, ma devo dire che lavorando per tanti anni nella scientifica so cosa sia la realtà più cruda. Ma questo non ha cambiato il mio modo di vedere la vita: sono una persona solare, propositiva, mi piace coinvolgere gli altri. Meritocrazia, inclusione e fiducia nel prossimo sono da sempre lati del carattere che in tanti apprezzano".

Fiducia soprattutto nei giovani, tanto che ha annunciato di correre con due liste: la prima di adulti e la seconda composta di under 35.

"Esatto. Ho trascorso gli ultimi 10 anni nelle scuole a tenere lezioni sul cyberbullismo e sui rischi del web ai giovani e agli insegnanti. Questo mi ha permesso di crescere come uomo e di capire due cose. La prima è l’importanza del confronto costante che ti permette di imparare continuamente, la seconda è il grande valore dei giovani di oggi. La mia proposta politica nasce proprio per dare a loro una risposta".

Cosa vorrebbe fare per i pesaresi under 35?

"Coinvolgerli. Dare loro voce e spazi dove vivere la loro socialità in sicurezza. Invece mi risulta che ancora siano costretti ad andare in Romagna per fare serata".

In effetti l’idea di aumentare il numero dei locali di pubblico spettacolo che avrebbe permesso ai giovani di restare a Pesaro è pure balenata, ma di quel progetto non si sa più nulla...

"Vede, credo che invece sia giusto dotare la città di uno spazio che abbia tutti gli standard di sicurezza ed eviti le trasferte dei ragazzi".

Ma questa città, fino ad oggi, ha prestato molto orecchio alle proteste di chi di notte vuole dormire...

"Non è sbagliato, ma dico che con una buona programmazione si possono conciliare le esigenze di tutti. Il modello educativo che più mi piace è quello di don Giuseppe Fabbrini che fa meraviglie con il suo oratorio e i campi estivi. Non è da meno il professore dello scientifico Marco De Carolis che ogni anno coinvolge 400 studenti di tutte le scuole in degli spettacoli in cui veramente trionfano i talenti e le energie dal valore inestimabile. Da sindaco darei sostegno a progetti come i loro: questo è essere dalla parte dei giovani. Uno dei giovani che sarà al mio fianco domani, in compagnia del governatore Acquaroli, per la mia prima uscita pubblica, sarà tra i primi a parlare al pubblico".

Lei ha parlato di svolta. In che cosa Pesaro ha bisogno di una svolta?

"Ci vuole una svolta per le politiche ambientali, che non possono diventare solo questioni ideologiche, ma devono essere testimoniate da politiche tangibili quotidiane e lungimiranti su urbanistica, lavori pubblici, servizi e cura del verde. Ci vuole una svolta anche nel gestire i nuovi bisogni delle famiglie, composte da entrambi i genitori lavoratori e per i quali occorre costruire un nuovo patto di welfare. Ci vuole una svolta per una città concreta dove diventino prioritarie la manutenzione di strade, marciapiedi, scuole, impianti sportivi che in questi anni sono state considerate di serie B visto che è stato preferito fare le inaugurazioni piuttosto che le manutenzioni".

Ma come farà lei, dovesse vincere, ad amministrare un Comune se non ha mai fatto nemmeno il consigliere di quartiere?

"Intanto nel 2004 ho vissuto una esperienza politica elettrizzante al fianco di Guido Lucarelli all’interno della lista civica Liberi per Pesaro. Una testimonianza di innovazione e umanità che riuscì dal niente ad eleggere ben sette consiglieri, tra cui la vicesindaco Giuseppina Catalano. Di quel manifesto politico io scrissi la parte legata alla sicurezza in città, una eredità di cui ancora oggi raccogliamo i frutti. E poi sapere tutto è impossibile. Il segreto è avere una visione comune sui valori, i principi e gli obiettivi. Poi circondarsi di persone motivate e competenti. Se crescono loro, la comunità ne trarrà beneficio".

In caso di vittoria ha già in mente la giunta?

"Io non parto certamente dall’assegnare i posti in giunta. Gli altri hanno già deciso tutto. Invece io, da civico, ho già chiarito con i partiti che la squadra si formerà in base alle competenze. Per concretizzare i sogni ci vuole essere anche pragmatici".