Le tagliatelle di Novilara sono ‘De.co’, lo stoccafisso di San Pietro no. E’ guerra aperta

La certificazione premia le prime e non il secondo. Baldantoni alla Frenquellucci: "Cosa avete combinato?"

Le tagliatelle di Novilara hanno avuto la certificazione De.Co

Le cuoche volontarie del Circolo Arci di Villa Fastiggi ai fornelli. A destra la Maria, titolare del ristorante di Novilara. In alto Giorgio Baldantoni serve ai tavoli lo stoccafisso

Pesaro, 17 febbraio 2024 – A differenza delle tagliatelle coi fagioli di Novilara, al primo round, lo "stoccafisso alla Sanpietrana" non è passato. Le tagliatelle coi fagioli fatte dalla Maria e quelle fatte dal ristorante il Giogo di Novilara sono invece diventate la seconda ricetta ad aver ottenuto la qualifica di “De.co“.

Cioè? Nel regolamento comunale si legge che le De.Co. (denominazioni comunali) sono certificazioni del settore agroalimentare che hanno la funzione di legare un prodotto o le sue fasi realizzative ad un particolare territorio comunale. Ora, dal momento che “sanpietrana“ rimanda a San Pietro in Calibano, nome antico di Villa Fastiggi, la questione si fa “politicamente“ delicata. Tanto che appena Giorgio Baldantoni ha saputo l’esito della discussione riguardo l’assegnazione del riconoscimento alle due ricette, ha telefonato all’assessore Francesca Frenquellucci (M5s). "Cosa avete combinato?".

Preoccupata dell’incidente diplomatico ha smentito: "La commissione si è riunita solo per valutare la proposta sulle tagliatelle fatta dalla Stele di Novilara. Per quanto riguarda lo stoccafisso alla Sanpietrana, la proposta delle cuoche volontarie del Circolo Arci di Villa Fastiggi non è stata ancora trattata.

Andrà solo quando ci arriverà la ricetta al protocollo perché ad oggi è stata presentata in modo solo ufficioso. L’ufficialità è necessaria per finire in Regione". Giulia Marchionni, consigliera di centrodestra, scuote la testa divertita: "In verità un primo round, una prima valutazione sullo stoccafisso c’è stata, eccome". La consigliera racconta da testimone diretta, avendo presenziato alla commissione: "L’esperto ci ha scritto cosa ne pensasse delle ricette – racconta Marchionni che cita testualmente il gourmet – Lui ci ha scritto: “ Per quello che riguarda lo stoccafisso alla Sanpietrese non ho trovato alcuna traccia storica ne attinenza territoriale del piatto, ma se qualcuno ha notizie che non conosco...Credo però che sia meglio fare qualche ulteriore riflessione prima di approvare de.co, che non hanno vere radici, altrimenti si rischia di inflazionare la de. co, anche perché nelle Marche settentrionali c’è il maggior giacimento gastronomico regionale cui attingere. Spero di venire presto ad assaggiare le famose tagliatelle".

Insomma per l’esperto incaricato dal Comune di valutare quali piatti meritino di essere emblema di pesaresità, la ricetta che a Villa Fastiggi, da oltre 30 anni sotto Natale, anima la tavolata con 250 commensali, non sarebbe un piatto abbastanza tipico per rientrare nella De.co.

Lo sono, invece, le tagliatelle coi fagioli. "Per quanto siano golosissime – osserva Marchionni –, mi chiedo come facciano ad essere tipiche se i due ristoranti le cucinano in modo diverso. E in estrema sintesi credo anche che il tasso di tipicità tra le tagliatelle coi fagioli di Novilara che io adoro e quello dello stoccafisso alla Sanpietrana, sia il medesimo.

Sono entrambi piatti della tradizione italiana. Invece faccio fatica a pensare un risvolto politico e sociale più autentico dello stoccafisso alla Sanpietrana". Da 30 anni chi voglia avere un’idea di che aria tiri dentro al partito di maggioranza, furbescamente una capatina, a Villa Fastiggi per la tavolata dello stoccafisso, la fa. Il gourmet, forse questo, non lo sa. "In 30 anni con le cuoche, bravissime– dice Baldantoni – abbiamo elaborato una ricetta che è una meraviglia non solo per il palato. Ed è una storia bella da raccontare perché narra le nostre radici più profonde. Se poi non può essere De.co, ce ne faremo una ragione".