Finalmente il vecchio palas, ci sarà anche la festa per Bagnaia

Pesaro, l’auditorium ospiterà la cerimonia per la cittadinanza onoraria al campione di MotoGp il giorno dopo l’inaugurazione. L’assessore Pozzi: "I problemi non sono mancati, ma ora ci siamo"

Il vecchio palas di Pesaro, riapre per la cittadinanza a Bagnaia (foto di Luca Toni)

Il vecchio palas di Pesaro, riapre per la cittadinanza a Bagnaia (foto di Luca Toni)

Pesaro, 23 febbraio 2024 – La festa per dare a Pecco Bagnaia la cittadinanza onoraria non sarà più al teatro Rossini, ma si terrà all’auditorium Scavolini, venerdì primo marzo, all’indomani dell’inaugurazione del vecchio palazzetto totalmente trasformato. "Vero, in meno di 24 ore celebreremo due momenti importanti per la storia della città – conferma l’assessore Riccardo Pozzi –. Il primo sarà l’attesissimo taglio del nastro del 29 febbraio: con la famiglia Scavolini apriremo al pubblico il nuovo auditorium, uno spazio completamente rinnovato, caratterizzato da una dotazione tecnologica all’avanguardia e da ambienti estremamente flessibili.

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Il secondo sarà l’abbraccio popolare al campione della motoGP, Pecco Bagnaia a cui consegneremo la cittadinanza onoraria proprio all’interno dell’auditorium nuovo di pacca, inaugurato il giorno prima".

L’approvazione del progetto preliminare del vecchio palazzetto, primo atto istituzionale dell’auditorium Scavolini, ha data 8 settembre 2015. Siamo arrivati veramente alla fine dei lavori?

"Sì, tra sei giorni inaugureremo la nuova struttura con un evento da 1300 persone. Poi, già dal giorno dopo, potrà ospitare sia eventi sportivi che culturali garantendo una capienza intermedia tra i 600 posti del Teatro Rossini e gli oltre 8mila del Vitrifrigo Arena".

Quale è la capienza dell’auditorium Scavolini?

"Massimo 1.390 posti sugli spalti e massimo 380 sedute in platea: la capienza è flessibile in base alla funzione del momento. L’auditorium, come dice il nome, sarà sede di concerti, ma anche teatro per il Rossini Opera Festival, ambiente poliedrico per rappresentazioni artistiche, attività convegnistiche e sportive".

Possiamo considerare l’odissea cantieristica ormai conclusa?

"Sì, definitivamente. Il secondo stralcio, quello delle rifiniture e dell’impiantistica si è concluso in tempi record: otto mesi scarsi. Invece non abbiamo mai nascosto i problemi incontrati per il primo stralcio dei lavori. Sono stati problemi legati a degli errori progettuali, fondamentalmente, e ad una serie di situazioni che hanno reso molto complicata la gestione di quel cantiere. Inoltre, in corso d’opera si è cambiata la tipologia di intervento: da un iniziale restyling del palazzetto si è poi proceduto ad una totale ristrutturazione con tanto di adeguamento sismico ed efficientamento energetico. Di fatto risponde ai requisiti di una struttura nuova".

I l preliminare del 2015 stimava la spesa in 3,6 milioni di euro. Oggi per questo investimento abbiamo superato i 10 milioni di euro. E’ ancora convinto che non sarebbe stato meglio demolire e costruire da nuovo?

"Sì, per un semplice motivo che ha poco o nulla a che fare con il sentimento romantico di chi conserva amarcord indelebili per il basket pesarese giocati nel vecchio palazzetto".

Quale motivo allora?

"Se vai a demolire e costruire un nuovo edificio in quel punto della città devi rispettare le normative evolute nel tempo. Solo per rispettare le distanze un nuovo edificio nello stesso contesto urbanistico avrebbe comportato un ridimensionamento. Operare una ristrutturazione, se è costata di più ha però ha evitato la perdita di capienza. E non solo".

Cos’altro?

"In termini di convenienza, se oggi dovessimo realizzare un impianto ex novo con i costi dei materiali e delle lavorazioni praticamente triplicati, 10 milioni di euro non basterebbero. In più demolire per poi ricostruire significava mettere parte delle risorse nello smaltimento di tonnellate di detriti da portare in discarica quali rifiuti speciali. Fatti due conti, la ristrutturazione è stata la migliore soluzione".

Insomma è il migliore degli impianti possibili?

"Ne sono convinto. Abbiamo fatto un lavoro enorme grazie alla disponibilità di ditte e del team tecnico per la consegna di un cantiere complicatissimo e per cui siamo veramente in dirittura d’arrivo".

La commissione pubblici spettacoli è fissata per il 28 febbraio, vigilia al taglio del nastro. Tra l’inaugurazione dell’auditorium e la festa per Pecco Bagnaia c’è uno scarto di 12 ore, quando sarebbe bastato far coincidere i due eventi. Sinceramente ci dica: è vero che fino all’ultimo non avete avuto la certezza di farcela a finire i lavori per il 29 febbraio? Siete stati cauti fino all’ultimo...

"Sì. Quando il sindaco Ricci ha deciso di rendere pubblica la stima di fine lavori, mettendo al 29 di febbraio la data dell’inaugurazione devo dire che ho sudato freddo: era un obiettivo che ci eravamo dati internamente con lo staff tecnico dei lavori pubblici, ma ovviamente comunicarlo pubblicamente è stato un carico di responsabilità enorme. Se siamo riusciti a conquistare il traguardo è grazie alla disponibilità di tutti i soggetti a rispettare la scadenza".