"Acer, rinnovateci il contratto". In lista d’attesa 1.400 famiglie

I lavoratori Acer a Ravenna incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto e più risorse per l'emergenza abitativa. I sindacati ribadiscono l'importanza di valorizzare il diritto alla casa.

"Acer, rinnovateci il contratto". In lista d’attesa 1.400 famiglie

La protesta dei lavoratori Acer ieri mattina davanti alla sede ravennate dell’Azienda Casa Emilia Romagna in viale Farini (foto Corelli)

"Il diritto alla casa è una cosa seria. I lavoratori dell’edilizia residenziale pubblica lo garantiscono e devono essere valorizzati". Sulla base di questo ieri a Ravenna come nel resto d’Italia, i dipendenti Acer hanno incrociato le braccia per ribadire anche l’urgenza di rinnovare un contratto fermo dal 2016 e organizzato un presidio fuori dalla sede di viale Farini. L’Acer di Ravenna gestisce circa 4.800 alloggi attraverso il lavoro di 39 addetti; ora la lista d’attesa vede in graduatoria circa 1.400 famiglie che stanno cercando casa in affitto attraverso l’Acer e non hanno risposta né dal pubblico né dal privato. Fuori dalla sede Acer i sindacati ribadiscono la loro posizione. "Sono anni che attendiamo il rinnovo del contratto Federcasa scaduto da troppo tempo – spiegano Lisa Dradi, Cgil Fp, Elena Demurtas, Uil Fp e Marco Cozza, Cisl Fp – e la trattativa è ferma. Tutto questo in un momento in cui l’alta inflazione erode i salari e la casa resta un problema gravissimo per le fasce più deboli della popolazione. E anche a Ravenna la situazione è difficile e abbiamo notizia di persone che hanno vinto concorsi pubblici, avrebbero un posto di lavoro fisso ma ci rinunciano per il livello ormai insostenibile degli affitti". I sindacati hanno anche inviato una lettera ai sindaci del Ravennate in cui chiedono più risorse per l’emergenza abitativa ma finora nessuno ha risposto. "Il tema deve diventare un punto centrale delle politiche sociali dei Comuni – ribadiscono i rappresentanti sindacali – ma la carenza di alloggi è evidente, specie dopo l’emergenza alluvione che ha contribuito a ridurre il numero delle case disponibili". Fondamentale per gestire al meglio le problematiche è la qualità del servizio reso dagli operatori. "Per questo – concludono i sindacati – al fianco del miglioramento salariale chiediamo la rivisitazione dei nostri profili professionali e un impegno serio sul fronte della formazione".

Giorgio Costa