Altri 336 profughi a Ravenna. La rabbia di Comune e Regione: "Noi li aiutiamo, Roma ha fallito"

"Il governo li manda sempre qui nonostante la distanza. Meloni non doveva fermare gli sbarchi?". Il calvario dei migranti. Racconti di torture e violenze di ogni tipo nei centri della costa libica.

Altri 336 profughi a Ravenna. La rabbia di Comune e Regione: "Noi li aiutiamo, Roma ha fallito"
Altri 336 profughi a Ravenna. La rabbia di Comune e Regione: "Noi li aiutiamo, Roma ha fallito"

Sono 336 i migranti sbarcati ieri mattina alle 8.40 a Porto Corsini (Ravenna) sulla nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere. Un numero record: mai così tante persone erano arrivate in un solo giorno non soltanto in città, ma in Emilia Romagna: 34 i minori, 27 quelli non accompagnati. A bordo anche una donna incinta. Ad accoglierlI una imponente macchina organizzativa, composta da 200 persone, la cui efficienza paradossalmente solleva polemiche: lo scontro politico, anche in occasioni come queste, è dietro l’angolo. Ci arriveremo a breve.

Quello a Porto Corsini è stato il settimo sbarco a Ravenna nel giro di un anno, per un totale di 734 persone accolte. E qui arriviamo al primo nodo: come mai il governo di centrodestra continua a indicare Ravenna come punto d’approdo di molte navi cariche di migranti, con tutto quello che comporta in termini di sforzi burocratici, logistici (considerata la lontananza) e di risorse umane ed economiche? Il sindaco di Ravenna, il dem Michele de Pascale, si toglie un sassolino dalla scarpa quando ancora le lancette non hanno toccato le otto del mattino: "Nel 2016 a Marina Romea la Lega Nord organizzò una manifestazione contro l’arrivo di 26 migranti. Oggi tutti zitti. Serve serietà. E le bugie stanno a zero". Il riferimento è alla levata di scudi di esponenti del Carroccio contro nemmeno trenta richiedenti asilo, ospitati al tempo in un albergo. "Al netto della domanda più volte fatta al Governo e a cui non è mai stata data risposta – aggiunge de Pascale –, sul perché vengano individuati, per gli sbarchi, porti del centro-nord, allungando così il viaggio delle navi, la risposta della città di Ravenna e della sua comunità anche in questa circostanza è stata esemplare".

A rincarare la dose è la Regione, attraverso il presidente, Stefano Bonaccini, e l’assessore al welfare, Igor Taruffi. "Di fronte a un Governo che diceva di voler chiudere addirittura i porti e si trova invece a gestire in maniera improvvisata gli arrivi e l’accoglienza, lasciando spesso soli i territori – precisano – come sempre l’Emilia-Romagna risponde con i fatti. Perché la solidarietà fa parte di ciò che siamo, e rappresenta un valore irrinunciabile". Dal centrodestra, fino al tardo pomeriggio di ieri, neanche un fiato.

Sulla Geo Barents c’erano storie e speranze. Margot Bernard, vice capo progetto di Medici Senza Frontiere, che si trovava a bordo della nave, ne racconta qualcuna: "Alcuni hanno detto che sperano di trovare finalmente la sicurezza, molti hanno espresso un desiderio di pace, una delle donne a bordo si augura di poter partorire in modo sicuro. Ovviamente ognuna delle persone sulla nostra barca ha la propria storia, quindi ognuno arriva con le proprie speranze, ma in generale una cosa di cui tanti hanno parlato è la speranza di trovare una casa e rifarsi una vita al sicuro, di costruirsi una nuova vita e supportare le proprie famiglie". Quello che hanno vissuto non è immaginabile. "I medici hanno riscontrato segni di violenze subite durante il loro viaggio migratorio". La rappresentante della ong parla di "violenze estreme", di persone incarcerate in Libia, "picchiate quotidianamente" e vittime di estorsione di denaro per poter essere liberate.

Le persone a bordo della Geo Barents sono state soccorse il 29 dicembre dalla ong, che ha effettuato tre salvataggi di barche partite dalla Libia. Poi alla nave è stato assegnato il porto di Ravenna, distante 800 km. Ora 112 migranti saranno trasferiti presso le strutture dell’Emilia-Romagna: 30 in provincia di Bologna; 15 a Modena; 13 a Reggio Emilia; 11 a Parma; 10 a Ravenna; 10 a Forlì-Cesena; 8 a Ferrara; 8 a Rimini e 7 a Piacenza. Altri 112 andranno in Lombardia, altrettanti in Toscana.