Autismo e diagnosi tardive. La storia dell’ex assessora Monti che lo ha scoperto solo da adulta

"Mi sono chiesta per anni: cosa c’è che non va? Poi ho capito di avere il disturbo dello spettro di livello 2". Ha spinto anche il marito Pippo Marino, vicepreside del Liceo Artistico, a fare i test. .

Autismo e diagnosi tardive. La storia dell’ex assessora Monti che lo ha scoperto solo da adulta

"Mi sono chiesta per anni: cosa c’è che non va? Poi ho capito di avere il disturbo dello spettro di livello 2". Ha spinto anche il marito Pippo Marino, vicepreside del Liceo Artistico, a fare i test. .

Chi scopre di essere autistico da grande si trova solo, senza una rete ufficiale di supporto. Così capita che sia il passaparola a fare luce su vite complicate da difficoltà. "Ho sempre pensato di essere sbagliata, fin da piccola. Mi sono chiesta per anni: cosa c’è che non va, in me? Poi la scoperta: ho il disturbo dello spettro autistico di livello 2, sono Adhd e ho pure la sindrome da evitamento patologico delle richieste".

Martina Monti, 35 anni, è impiegata in un Patronato a Ravenna, città della quale è stata anche assessore alla Sicurezza. Ha passato anni a cercare di capire cosa avesse ("Leggevo il Dsm-5 e poi chiedevo conferma alla psicologa delle patologie di cui pensavo di soffrire"), fino a quando un’amica non le ha dato i contatti giusti per una diagnosi accurata. Amica anche lei nello spettro, e anche lei diagnosticata da adulta solo in seguito alla diagnosi del figlio. Perché sui bambini c’è molta attenzione, fin dai primi mesi di vita i pediatri di base somministrano questionari ai genitori per scovare segnali predittivi di autismo: ma per gli adulti le chance sono poche. Il passaparola, in questo caso, è stato particolarmente proficuo, perché non solo Martina ha scoperto di essere autistica, ma ha spinto anche il marito, Pippo Marino, vicepreside del Liceo Artistico, a fare i test: autistico pure lui.

"Frequento psicoterapeuti fin da bambina, avevano capito che avevo difficoltà nella socializzazione - racconta Martina -. La domanda che mi sono sempre fatta è: ’Perché gli altri riescono a vivere una vita normale, mentre io mi sento sempre fuori luogo, o non integrata, o non adeguata?’. Finché un giorno una delle mie più care amiche, con diagnosi di autismo, e figlio autistico di livello alto, mi ha chiesto: ’Ma perché non ti fai diagnosticare?’ Visto che lei e io eravamo anche molto simili, l’ho ascoltata. E leggendo le caratteristiche della sindrome di Asperger nelle donne. ho ritrovato me stessa". A quel punto Martina contatta direttamente il centro autismo di Roma, ‘CuoreMenteLab’.

"Avere una diagnosi di autismo di questo tipo nel pubblico a Ravenna è molto complicato - spiega -. C’è un ottimo Centro Autismo per bambini, ma gli adulti non sono un tema trattato". Gli adulti fanno coping, cioè mettono in funzione una serie di strategie interiori per gestire l’ansia, capirli è difficile. "I professionisti dell’Ausl si sono formati da un punto di vista accademico solo sui bambini. La conferma dell’autismo l’ho avuta a Rimini dal dottor Sabatelli, grande punto di riferimento per gli autistici della Romagna". Storia personale diversa per Pippo, professore, giornalista e musicista: ma stesso percorso per arrivare alla diagnosi. "Tutto quello che abbiamo scoperto su di noi lo abbiamo scoperto indagando da soli, molto spesso a pagamento", puntualizza. Lui, 48 anni, è autistico di livello 1, con deficit di attenzione e quoziente intellettivo sopra la media. Siciliano, con difficoltà mascherate benissimo: socievole in pubblico, devastato dall’ansia in privato. "Anche io ho vissuto sempre la condizione di sentirmi sbagliato, ma non sono andato da nessuno psicologo: in Sicilia la mentalità è un po’ più arretrata e una cosa del genere era uno stigma. Anche per questo me ne sono andato”.

A Ravenna dal 2005, Pippo scopre di essere autistico spinto da Martina, che rivede in lui molte delle caratteristiche delle persone nello spettro. Oggi entrambi sono seguiti da un gruppo Veneto, ‘Empathie’, a cui sono arrivati sempre tramite passaparola. "Siamo molto più simbiotici di tante altre coppie. Facciamo tutto insieme", spiegano Pippo e Martina, insieme dal 2017 e sposati dal 2022. "Abbiamo bisogno di ancore affettive ma ci diamo anche supporto pratico".