Cent’anni di scuola del mosaico: "Vogliamo attivare nuovi corsi"

Con la statizzazione è arrivato ’Nuove Tecnologie dell’Arte e per il futuro’. Eventi per il compleanno

Cent’anni di scuola del mosaico: "Vogliamo attivare nuovi corsi"
Cent’anni di scuola del mosaico: "Vogliamo attivare nuovi corsi"

La Scuola del mosaico dell’Accademia di Ravenna domani compie cento anni e si prepara a festeggiare con una lunga serie di eventi come mostre, convegni e pubblicazioni. Oggi sono 110 gli studenti che seguono il corso. "L’Accademia di Ravenna – spiega la direttrice, Paola Babini – è l’unica in Italia ad avere un corso di indirizzo formativo in Mosaico ed è la sua specificità a livello nazionale. Con la statizzazione si è aggiunto anche un nuovo corso di indirizzo in Nuove Tecnologie dell’Arte e per il futuro, nell’ottica di una continua crescita, c’è la volontà di chiedere l’attivazione di nuovi corsi di indirizzo, ad esempio in Pittura e in Design di gioielli". Nell’attesa l’Accademia rende omaggio alla sua storica scuola, legata all’identità della città. Tutto parte il 23 gennaio 1924, quando il Consiglio accademico dell’Accademia provinciale di Belle Arti di Ravenna delibera la creazione della prima Scuola pubblica del Mosaico del ’900. Il 10 febbraio 1924 il direttore dell’Accademia, il conte Vittorio Guaccimanni, pittore e incisore, a nome del Consiglio accademico emette un bando che segnala ai "giovani, che si avviano per la carriera artistica" l’apertura della scuola, motivandola così: "La nostra città ha il vanto di possedere i più splendidi monumenti dell’arte musiva, che presentano un carattere e una tecnica affatto speciali di un’epoca storica che la rese famosa, e a noi incombe l’obbligo di sapere conservare questi tesori. Qui, meglio che altrove, può formarsi il restauratore e l’artista, e può risorgere la tradizione di un’arte tanto nobile".

Quando la scuola viene ufficialmente aperta, è il 28 aprile, viene chiamato a guidarla Giuseppe Zampiga, già noto restauratore dei mosaici bizantini, e autore, insieme ad Alessandro Azzaroni, delle tavole della celebre pubblicazione ‘Monumenti. Tavole storiche dei mosaici di Ravenna’, edita nel 1930, a cura di Corrado Ricci. In quella scuola si formano i maggiori artisti e restauratori ravennati come Ines Morigi Berti, Sergio Cicognani, Lino Melano, Libera Musiani, Romolo Papa, Antonio Rocchi e Renato Signorini, che formeranno, insieme a pochi altri, nel 1945, prima la Bottega del Mosaico, e poi, nel 1948, il Gruppo Mosaicisti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Un giovanissimo Enrico Galassi, pittore, architetto, poeta, è tra i primi allievi e scrive, tra il 1927 e il 1930, una serie di articoli in cui esprime, fra i primi, in Italia e nel mondo, un’idea del mosaico allora del tutto rivoluzionaria: "Molti lo credettero e ’lo credono’ un mezzo, ma la sua grandezza massima si ebbe quando divenne un’espressione di arte a sé: fu un fine, una meta". Nel maggio del 1927 un altro Galassi, Giuseppe, a cui il 16 febbraio sarà dedicato un convegno alla Classense, sulle pagine del Corriere Padano proporrà di trasformare l’Accademia in Scuola Nazionale del Mosaico, progetto fatto suo dal presidente dell’Accademia stessa, Andrea Cagnoni. La cosa, poi, non ha seguito e bisognerà attendere il 2008 quando all’Accademia di Belle Arti di Ravenna verranno istituiti il triennio in Arti visive e Mosaico e il biennio in Mosaico, unici nel panorama italiano, realizzazione di quell’idea. L’Accademia di Ravenna, a cento anni dalla fondazione della scuola, vuole ricordare l’evento con una serie di iniziative a livello locale e nazionale. L’Accademia, fondata nel 1829 e divenuta, nel 2023, dopo 194 anni, statale, è l’erede diretta di quella scuola.