Evade dai domiciliari dove era per molestie

I carabinieri arrestano di nuovo aiuto cuoco di un noto ristorante di Milano Marittima: bloccato su viale Romagna a Lido di Savio. .

Evade dai domiciliari  dove era per molestie
Evade dai domiciliari dove era per molestie

Si trovava ai domiciliari con l’accusa di avere molestato sessualmente due giovani su un’aiuola in zona piazzale Napoli, a Milano Marittima. E poco prima dell’alba di domenica è evaso: ai carabinieri a caldo ha detto che stava rientrando dopo essersi incontrato con una ragazza. Mentre al giudice ha riferito che si era semplicemente incamminato. Il risultato in ogni caso è stato il medesimo: l’arresto in flagranza, come avvallato dal pm di turno Angela Scorza.

L’uomo - un 42enne di origine pugliese aiuto cuoco in un noto ristorante rivierasco - è stato bloccato verso le 5.30 in viale Romagna a Lido di Savio, cioè a un paio di chilometri di distanza dall’alloggio nella quale avrebbe dovuto trovarsi a quell’ora. Ieri mattina in tribunale a Ravenna il 42enne, difeso dall’avvocato Eleonora Sgrò, davanti al viceprocuratore onorario Annalisa Folli e al giudice Cosimo Pedullà ha ammesso di avere in effetti fatto un errore e ha spiegato di essere uscito per prendere un po’ di aria e di essersi quindi incamminato verso un forno per comperare qualcosa. Ha anche smentito la prima versione - quella di un incontro con una ragazza - fornita ai militari della Stazione di Milano Marittima.

Secondo il giudice, il suo arrestato è stato legittimo. Circa la contestata evasione, non è stata applicata nessuna misura cautelare: ma il giudice, come chiesto dalla procura, ha disposto la trasmissione atti al magistrato competente per valutare un eventuale inasprimento della misura alla luce del comportamento del 42enne. Il processo, su richiesta della difesa, è stato infine aggiornato a novembre.

Per quanto riguarda la vicenda che lo ha fatto finire ai domiciliari, il momento della verità è invece fissato per ottobre. In quella sede davanti al collegio penale del tribunale (composto cioè da tre giudici), il 42enne dovrà rispondere dell’accusa di avere palpeggiato a inizio giugno la prima ragazza e di essersi calato i calzoni di fronte alla seconda in quel momento accovacciata a terra. Lui ha finora negato strenuamente ogni cosa raccontando in estrema sintesi di avere cercato di rialzare la prima che era inciampata mentre si dirigeva con passo spedito verso la seconda; e di avere pensato che quest’ultima, in quel momento già a terra, stesse male. Di fatto l’uomo deve rispondere di violenza sessuale (una tentata e una consumata) sulle due giovani, entrambi 19enni dell’entroterra ravennate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto era accaduto verso le 3. Le due ragazze facevano parte di una comitiva di giovani che in quel momento si trovava vicino a un chiosco che vende cibo da asporto. A un certo punto la prima ragazza si era allontanata per cercare un luogo appartato per via di un bisogno fisiologico: e l’amica si era quindi offerta di accompagnarla per fare da ‘palo’. Le due erano arrivate all’aiuola in questione: ed è qui che poco dopo si era improvvisamente palesato il 42enne.

a.col.