La Casa delle donne mi ha diffidato. Ma io vado avanti

Un consigliere comunale di Forza Italia riceve una diffida per aver criticato un'organizzazione sinistrorsa che si permette di ingerenza su temi non di competenza. Una lotta politica con ogni mezzo lecito per stabilire se sia ancora possibile avere opinioni diverse.

Parafrasando Gianfranco Fini si potrebbe dire che siamo alle Comiche finali.

Ho ricevuto, evidentemente dopo una riflessione durata quasi tre mesi (sic!), daI colleghi avvocati Sonia Lama e Monica Miserocchi una diffida a togliere dal mio profilo personale di Facebook link a un mio comunicato stampa dell’11 ottobre 2023, nel quale avevo aspramente criticato la Casa delle Donne di Ravenna che si permetteva di ingerirsi nelle legittime scelte dell’amministrazione comunale di Ravenna la quale, dando seguito anche a una mia sollecitazione, aveva deciso di collocare - a mio avviso peraltro troppo brevemente - la bandiera dello Stato di Israele sulle finestre del palazzo comunale.

Ebbene in quel comunicato definivo "fasciste" le esponenti della Casa delle Donne in quanto si permettevano di voler imporre agli organi legittimamente eletti della città la loro visione del mondo ingerendosi su temi del tutto avulsi dalla loro potestà e peraltro, massimo della contraddittorietà, non volendo difendere l’unico stato di quella regione in cui il trattamento della donna non è subordinato all’uomo per legge, e non lo è peraltro neppure nella sostanza.

Devo dire che la mia definizione non può che venire confermata proprio dalla diffida che hanno avuto l’ardire di inoltrarmi, che, anzi, rappresenta l’apice del motivo per cui queste signore organizzate devono essere combattute politicamente con ogni mezzo lecito. Nel dare dunque notizia alla stampa di non avere alcuna intenzione di rimuovere quel link, attendo di essere convocato presso le sedi giurisdizionali competenti dove, in udienza pubblica, sarà finalmente possibile stabilire se in questo paese - e in questa città - sia ancora possibile avere opinioni diverse da quelle di queste malmostose sinistrate che, a spese indirette della collettività, si permettono senza vergognarsene di promettere querele a un consigliere comunale legittimamente eletto che si esprime nell’esercizio delle sue funzioni.

*Capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia