CARLO RAGGI
Cronaca

Ravenna, la sorpresa. Dagli scavi spunta una villa romana. Ma verrà ricoperta

La dimora è affiorata al confine sud di Classe e all’Adriatica. La soprintendenza: "La scoperta più importante da 30 anni"

L’area vista dall’alto, oggetto degli studi della Soprintendenza (Foto Zani)

L’area vista dall’alto, oggetto degli studi della Soprintendenza (Foto Zani)

Ravenna, 9 giugno 2024 – Una vasta villa signorile romana con un imponente impianto termale, dimora per la servitù, aree per gli animali e per le colture, risalente all’età romano imperiale, ovvero il primo secolo e sulle cui rovine, nel quinto o sesto secolo, venne costruita una chiesa di cui restano tracce dell’abside e di alcuni muri perimetrali: ecco, è qui, ai confini sud di Classe, a due passi dalla Torre Radar dell’Enav, ai margini della statale Adriatica, a due passi dalla via Popilia di epoca romana, la più importante scoperta archeologica degli ultimi trent’anni che – come sottolinea la Soprintendente Federica Gonzato – "aggiunge un ulteriore tassello alla storia del territorio di Classe".

Una scoperta inattesa (anche se non sorprendente perché il territorio circostante già nel secolo scorso aveva consegnato ai posteri le tracce della chiesa Ca’ Bianca e una necropoli) resa possibile grazie alla procedura di archeologia preventiva dispiegata tempo addietro in vista degli scavi per il metadonotto Ravenna mare-Ravenna terra (cui si sono poi aggiunti i lavori per il gasdotto di collegamento con la nave rigassificatrice), tutti lavori svolti dall’impresa ‘Romana Costruzioni’ per conto della Snam alla quale si deve il finanziamento degli scavi archeologici che tuttora proseguono.

Scavi condotti dagli archeologi della Gea srl di Parma sotto la direzione di Sara Morsiani, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, che ieri ha fatto da guida, assieme ai colleghi della Gea, alla eccezionale visita pubblica al cantiere. Tutto è iniziato, si diceva, dai sondaggi preventivi, quelli archeologici e di bonifica bellica: nella terra estratta dalle trivelle furono notati frammenti di laterizi, furono disposti scavi di trincea ed ecco le prime evidenze di quanto di antico poteva esserci sotto. Lo scavo archeologico è iniziato nel luglio di un anno fa e le vestigia di quell’antico passato hanno cominciato ad affiorare a un metro e settanta sotto il piano di campagna, un livello in cui già comincia ad affiorare l’acqua di falda, elemento peraltro fondamentale per i servizi di quella signorile villa e le sue terme. Al momento l’area dello scavo si estende per circa novecento/mille metri quadrati, "ma ci sono zone in cui ancora dobbiamo procedere seguendo le tracce emerse e altre, circostanti, in cui potrebbe esserci dell’altro e che pure saranno oggetto di ricerche" evidenzia Sara Morsiani.

Gli archeologi della Gea, ognuno specializzato in settori specifici, hanno illustrato meticolosamente le tracce portate allo scoperto: per quanto riguarda la villa si tratta delle fondamenta e del piano di calpestio originario, del sistema di riscaldamento attraverso condotte in laterizi vuoti al centro, e del sistema di approvigionamento dell’acqua sia per eventuali fontane sia per i servizi interni sia per il vasto complesso termale. Fra le strutture ben conservate vi è infatti un tunnel sotterraneo con robuste pareti in mattoni che all’epoca ospitava, secondo l’ipotesi più accreditata, una ruota rigida, tipo quella dei mulini, per la raccolta dell’acqua in apposite scatole in legno, molte delle quali trovate, e lo svuotamento dall’alto in condotte in piombo per dare al liquido velocità e pressione.

Sono stati trovati anche perni in legno integri.

A fianco di questa area ve ne sono altre relative ad altre parti della villa e una di queste mostra le tracce delle fondamenta di una chiesa con abside e a tre navate, costruita forse tre secoli dopo, sulle rovine della villa. Dagli scavi sono emersi anche molti reperti di anfore, vasellame, ampolle, condutture in piombo, destinato in parte, dopo lo studio, al museo, mentre le tracce della villa e della chiesa (debitamente sottoposti a particolari riprese fotografiche) finiranno verosimilmente e inevitabilmente per essere ricoperti, come è prassi in questi casi di scoperte isolate.