"L’alluvione ha mostrato il lato migliore dei lughesi"

Il sindaco uscente Davide Ranalli sui dieci anni di mandato:"Non ho rimpianti, lascio in eredità l’avvio di opere importanti per i cittadini"

"L’alluvione ha mostrato il lato migliore dei lughesi"

Il sindaco uscente Davide Ranalli sui dieci anni di mandato:"Non ho rimpianti, lascio in eredità l’avvio di opere importanti per i cittadini"

Davide Ranalli, sindaco di Lugo uscente, ha preso fra le mani il timone della città, dieci anni fa. Due mandati consecutivi che termineranno fra un paio di mesi quando, nella tornata elettorale dell’8-9 giugno l’elettorato ne sceglierà il successore.

Sindaco, le precedenti amministrative si sono svolte nel 2019. Poi c’è stato il Covid e dopo l’alluvione. Che bilancio può trarre da quest’ultimo complicato mandato?

"È stato un mandato pesante sotto tutti i punti di vista. Il Covid ci ha fatto scoprire le nostre fragilità a cominciare da quelle del sistema sanitario. Per me, che in questi anni ho costruito un rapporto fisico e diretto con la gente, è stato difficile per mesi non poterla incontrare. Però la comunità ha tenuto e siamo ripartiti. Poi è arrivata la guerra in Ucraina, gli aumenti inflattivi dei costi energetici che ci hanno costretti a drastiche misure e infine l’alluvione che ha mostrato il lato migliore e solidale dei lughesi ma, anche, cambiato completamente lo scenario. Una frattura vera per la vita di questa comunità".

Rispetto a quanto scritto nel programma elettorale del 2019 cosa è rimasto incompiuto?

"Nulla di quello che ci eravamo prefissati in realtà è rimasto incompiuto. I molti cantieri avviati, come il nuovo Auditorium, saranno portati a compimento nei mesi prossimi, quando sarà iniziata la nuova legislatura. L’alluvione ha stabilito nuove priorità e quindi abbiamo orientato le nostre scelte sulla ricostruzione senza lasciare indietro quelle originarie: università, auditorium, nuova scuola dell’infanzia, piste ciclabili. Vorrei sottolineare anche l’avvio della riqualificazione del comparto della Cassa di Risparmio, con la risoluzione dei problemi di decoro e sicurezza in galleria e l’apertura del nuovo spazio espositivo che proprio in questi giorni vede nuove mostre. Un’azione che dovrà proseguire nella nuova legislatura".

Nel tempo come si sono modificate le priorità?

"Questa legislatura ci ha raccontato che serve un modo nuovo per affrontare le questioni. Non basta avere un orizzonte chiaro sul quale collocare le proprie azioni ma occorrono flessibilità e coraggio perché spesso è necessario strambare come nella vela. Il punto è mantenere l’orecchio teso a terra, ascoltando i cittadini ma, allo stesso tempo, conservando la coerenza con i progetti pensati originariamente".

Ha rimpianti? Qualcosa che non ha fatto?

"Per citare Max Pezzali, mi verrebbe da dire che dei rimpianti veri e proprio non ne ho. Non perché penso di avere fatto tutto bene ma perché penso che questi dieci anni siano stati di grande cambiamento per Lugo e questo ci viene riconosciuto, spesso, anche da chi ci critica. Forse l’unica cosa su cui posso avere un rimorso è avere peccato di eccessiva coerenza e, in nome di quella, avere lasciato la presidenza dell’Unione".

Qual è stato il momento più brutto e quale il più bello di questi ultimi 5 anni?

"Il più brutto è stato senza dubbio il momento dell’alluvione, vedere Lugo e le sue frazioni sommerse dall’acqua, le tante persone sfollate al Palazzetto, dovere assumere decisioni rapide, stare lontano dai miei affetti è stata una esperienza drammatica anche sotto il profilo personale. La più bella è stata vedere Lugo piena di persone durante le tante iniziative che nel corso di questi anni abbiamo portato. Una trasformazione urbana e sociale".

Cosa lascia in eredità al successore, indipendentemente all’area a cui apparterrà?

"Cantieri importanti, le opere di messa in sicurezza idraulica del territorio con gli interventi di laminazione praticamente conclusi e altrettanti progettati con risorse certe come il raddoppio della vasca di laminazione del parco Golfera. Il rifacimento di piazza XIII giugno, una complessa vicenda che abbiamo ereditato. Un comune con un bilancio solido sotto il profilo della gestione corrente, grazie al poderoso lavoro di ridimensionamento del debito e un avanzo di diversi milioni di euro subito disponibili. Chi si insedierà troverà risorse, opere e conti in ordine, una bella eredità. A volte mi pare che questo non sia colto, non solo dal centrodestra".

Che messaggio si sente di rivolgere ai cittadini e alle cittadine che ha governato?

"Che ho fatto il sindaco con tutta la passione di cui disponevo, esercitando questo ruolo grazie al bagaglio di conoscenza delle dinamiche politiche che già avevo e acquisendo, passo dopo passo, quelle amministrative. Ho avvertito spesso, anche da chi mi è stato avversario, il rispetto e in alcuni casi la riconoscenza per avere contribuito a fare cambiare Lugo. Sono cresciuto con i miei cittadini, con tutti, anche coloro che mi hanno criticato. E nei momenti più difficili ho sentito forte il calore dei lughesi, questi dieci anni con loro li porterò con me, ovunque la vita o il destino mi conducano".

Monia Savioli